Cilea, Rossini, Giordano, Verdi, Bizet, Čajkovskij, Boito, Puccini: ecco la Stagione lirica e di balletto 2023 del Lirico di Cagliari

Venerdì 10 febbraio alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione sempre molto attesa dal numeroso pubblico che anche quest’anno assume un valore aggiunto e un carattere di ripresa ancora più importanti e che propone un ricco cartellone di opere e balletti. Nello specifico sono previste sette opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento (oltre alle recite mattutine rivolte a scuole e famiglie), a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle sette opere, di cui tre nuove produzioni del Teatro Lirico di Cagliari, sono: Gloria, La Cenerentola, Andrea Chénier, La Traviata, Carmen, Mefistofele, La Bohème ed il classico Il lago dei cigni per il balletto.

Anche la Stagione 2023 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Rossini, Verdi, Puccini, Boito, Giordano e Cilea. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia. Due infatti sono le novità assolute e riguardano le figure di Francesco Cilea, musicista colto e raffinato ingiustamente famoso solo per la sua Adriana Lecouvreur, e di Arrigo Boito, insigne compositore, librettista e letterato che aderì al movimento della Scapigliatura e firmò una delle opere liriche più note e amate nel secolo scorso e che oggi merita una giusta riscoperta.

Dopo le inaugurazioni dedicate alla musica del Novecento italiano (La campana sommersa nel 2016 e La bella dormente nel 2017, entrambe di Respighi, Turandot di Busoni nel 2018, Palla de’ Mozzi di Marinuzzi nel 2020, Cecilia di Refice nel 2022), la Stagione 2023 vede un’altra preziosa rarità musicale questa volta di Francesco Cilea (Palmi, 1866 – Varazze, 1950) che viene eseguita per la prima volta in Sardegna: Gloria, opera lirica in tre atti, su libretto di Arturo Colautti. L’ultima opera composta da Francesco Cilea, viene rappresentata per la prima volta il 15 aprile 1907 al Teatro alla Scala di Milano (direttore Arturo Toscanini), ma non ha il successo sperato e viene ritirata dopo due recite. Il 20 aprile 1932 il compositore la ripropone al Teatro di San Carlo di Napoli con un esito migliore, anche se il titolo rimane sempre fra quelli raramente rappresentati (l’ultima esecuzione italiana nota, registrata in cd per Kikko Classic, risale al 1997 al Festival di San Gimignano con Fiorenza Cedolins protagonista).

L’azione, ambientata nella Siena del XIV secolo, è una variazione sul tema di Romeo e Giulietta e racconta la tragica storia di due amanti coinvolti nel conflitto tra Guelfi e Ghibellini.

Gloria viene rappresentata dal 10 al 19 febbraio, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari. Sul podio c’è il maestro Francesco Cilluffo (Torino, 1979), direttore e compositore, tra i giovani musicisti italiani più seguiti dalla critica, già applaudito virtualmente a Cagliari nel dicembre 2020, in occasione del suo debutto, con un concerto in diretta streaming a causa della chiusura al pubblico del teatro per la pandemia da Covid-19, mentre la regia è firmata dal noto ed eclettico artista Antonio Albanese (Olginate, 1964), che ha già curato, nel maggio 2021 per la riapertura al pubblico del Teatro Lirico di Cagliari, la regia di Don Pasquale di Donizetti.

Nel ruolo della protagonista si alternano Anastasia Bartoli e Valentina Boi, mentre in quello di Lionetto cantano Carlo Ventre e Denis Pivnitsky.

Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 17 al 26 marzo, è con La Cenerentola, dramma giocoso in due atti su libretto di Jacopo Ferretti e musica di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Parigi, 1868), assente da Cagliari dal 2010 (esecuzione in forma di concerto) e dal 1977 (esecuzione in forma scenica). Si tratta della ripresa della produzione del Theater Bonn, andata in scena nel novembre 2021, che si avvale della regia di Leo Muscato (Martina Franca, 1973), recente vincitore del Premio “Franco Abbiati” e che ha già lavorato per il Teatro Lirico di Cagliari in occasione dell’apprezzatissimo Nabucco di Verdi (Stagioni liriche 2012-2015), della Bella dormente nel bosco di Respighi (Stagione lirica 2017) e di Cecilia di Refice (Stagione lirica 2022). L’Orchestra del Teatro Lirico è diretta da Jonathan Brandani (Lucca, 1983), poliedrico musicista e raffinato musicologo dal curriculum internazionale che ha debuttato a Cagliari lo scorso febbraio nella Stagione concertistica. La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo, viene rappresentata, per la prima volta, il 25 gennaio 1817 al Teatro Valle di Roma, ma non riscuote molto successo. Solo successivamente l’opera godrà del consenso del pubblico non solo in Italia, ma anche all’estero (soprattutto in Francia). Essa si mostra come un’opera fatta di travestimento e trasformazione, sia nella storia che nei motivi musicali: infatti una buona dose di arguzia e leggerezza, ma anche di malinconia amara, fanno di Cenerentola un sublime capolavoro. La trasformazione più miracolosa di tutte è, naturalmente, quella cui è soggetta la protagonista, Angelina: l’ingenua fanciulla che all’alzarsi del sipario è calata in un mondo di personaggi da opera buffa, diviene gradualmente una donna matura e regale.

Dal 21 aprile al 3 maggio, ritorna, dopo quindici anni (l’ultima edizione risale al 2008), uno dei capolavori veristi più popolari e amati: Andrea Chénier di Umberto Giordano (Foggia, 1867 – Milano, 1948). L’allestimento, del febbraio 2019, arriva dal Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena, ed è firmato, per la regia, da Nicola Berloffa (Cuneo, 1980), artista tra i più promettenti della sua generazione che ha già lavorato a Cagliari (Orfeo ed Euridice, novembre 2021) e che trova una personale e moderna cifra stilistica, senza tradire l’inevitabile epoca storica del libretto.

Certamente graditissimo sarà il ritorno sul podio di Donato Renzetti (Torino di Sangro, 1950), apprezzata ed ormai abituale presenza nelle stagioni cagliaritane.

La Stagione lirica e di balletto prosegue, dal 26 maggio al 4 giugno, con l’amatissimo ed immortale capolavoro del massimo operista italiano Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 – Milano, 1901): La Traviata, melodramma in tre atti, su libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma La Dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio, fra i più popolari ed eseguiti al mondo, assente dalla scena cagliaritana dal luglio 2016.

Dopo il successo del suo debutto nel concerto del 1° dicembre 2021, ritorna, questa volta per la sua prima opera lirica a Cagliari, il direttore Beatrice Venezi (Lucca, 1990), una delle giovani rivelazioni della scena internazionale.

Lo splendido e, per l’epoca, innovativo allestimento scenico del Macerata Opera Festival che risale al 1992 e che Cagliari ha già ammirato nel marzo 2000, è quello curato da Henning Brockhaus, famoso regista tedesco che ha firmato grandi spettacoli in tutti i teatri del mondo. Nella Traviata l’impianto scenico è di Josef Svoboda, con l’intrigante trovata del grande specchio che rimanda le immagini riflesse dal palcoscenico, di volta in volta “sfogliate” come in un vecchio album dei ricordi e su cui i personaggi sembrano muoversi quasi incorporei, sino ad arrivare a comprendere, nel suggestivo finale, l’intero teatro.

Melodramma fra i più popolari ed eseguiti al mondo, La Traviata viene rappresentata al Gran Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853 ed è la terza opera della famosa “trilogia popolare” (con Il Trovatore e Rigoletto) ed una delle partiture musicali più dense di interiorità psicologica di tutto il teatro d’opera romantico. Le figure femminili verdiane precedentemente delineate trovano in Violetta il più alto e perfetto compendio. Si impone, in quest’opera, un nuovo tipo di lirismo drammatico, non più fondato sui violenti contrasti delle passioni, ma su sottili e spesso raffinate notazioni dei sentimenti, del dolore, della tenerezza, dell’amore, della rassegnazione.

La Stagione lirica e di balletto prosegue nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di cinque anni dall’ultima rappresentazione (giugno/luglio 2018): Carmen, sanguigno ed amatissimo dramma di Georges Bizet (Parigi, 1838 – Bougival, Parigi, 1875) che verrà rappresentato dal 30 giugno al 9 luglio per nove serate, di cui 8 in abbonamento e 1 fuori abbonamento. Si tratta di un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in lingua originale francese con sopratitoli in italiano, che si avvale della regia di Renato Bonajuto (Novara, 1979), fine esteta e visionario artista piemontese al suo ritorno a Cagliari dopo il successo delle Villi pucciniane nell’estate 2021. L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico saranno guidati da Fabrizio Maria Carminati, bacchetta ben nota e apprezzata a Cagliari (L’amico Fritz, 2013; L’elisir d’amore, 2015; La Traviata, 2020; Nona Sinfonia di Beethoven, 2021) che ha sempre raccolto consensi ed apprezzamenti.

Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica e di balletto riprende, dal 3 all’8 ottobre, con il ritorno della grande danza classica d’autore con un titolo che manca da Cagliari dal 2017: Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 – San Pietroburgo, 1893), nell’interpretazione del prestigioso Corpo di Ballo e dei Solisti del Teatro alla Scala di Milano e con la coreografia di Rudolf Nureyev.

Dal 17 al 26 novembre ecco un’altra preziosa rarità musicale (per Cagliari) che, senza dubbio, rende la Stagione lirica e di balletto 2023 del Teatro Lirico di Cagliari una delle più complete ed accattivanti, come novità proposte e sforzi artistici compiuti, degli ultimi anni: Mefistofele, opera in un prologo, quattro atti e un epilogo su libretto e musica di Arrigo Boito (Padova, 1842 – Milano, 1918) che ritorna a Cagliari dopo 52 anni (l’ultima edizione è all’Anfiteatro Romano nell’agosto 1961).

Mefistofele viene rappresentata in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari e la regia è firmata, per la seconda volta in questa stagione, da Leo Muscato. A dirigere i complessi musicali stabili è stato invitato nuovamente, dopo il successo di Pagliacci (febbraio 2020) purtroppo interrotti a causa dell’inizio della pandemia da Covid-19, il maestro Lü Jia (Shanghai, 1964), direttore artistico e musicale del NCPA (National Centre for the Performing Arts) di Pechino.

La Stagione lirica e di balletto 2023 si chiude, dal 21 al 30 dicembre, con il titolo natalizio per antonomasia: La Bohème, opera in quattro quadri, su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal romanzo Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger e musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), assente dal 2016 dal palcoscenico cagliaritano. Al giovane direttore spagnolo Jaume Santonja (Bocairent, 1986) che ritorna a Cagliari dopo il successo dei concerti del febbraio di quest’anno e l’acclamato debutto della scorsa estate al Parco della Musica, spetta il compito di dirigere i complessi artistici stabili del Teatro Lirico nel capolavoro del grande compositore lucchese, mentre l’allestimento scenico arriva dal Teatro Massimo di Palermo ed è firmato per la regia da Mario Pontiggia (Las Flores, Buenos Aires, 1959) noto ed apprezzato regista e direttore artistico della Fundación Internacional Alfredo Kraus, al suo gradito ritorno a Cagliari (Tosca, 2010).

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