La Chiesa guarda al prossimo Giubileo del 2025

Dopo il Giubileo Straordinario voluto da Papa Francesco, iniziato l’8 dicembre 2015 e terminato con la chiusura della Porta Santa, dovrebbe ripristinarsi il “normale” iter che ne prevede la ciclicità come succede dai papati di Niccolò V e di Paolo II. Da allora, infatti, si è stabilito che il Giubileo, che prima si teneva una volta ogni 100 anni e poi una volta ogni cinquanta, sarebbe stato indetto una volta ogni 25 anni. Il Giubileo del 2025 “sarà il primo grande evento a livello mondiale che l’Italia vivrà nei prossimi anni, dopo la fine della pandemia”. Lo ha detto mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Il Giubileo entrò nella tradizione Cristiana nel 1300 grazie a papa Bonifacio VIII che indisse il primo Anno Santo del mondo cattolico. Dal XV secolo la Chiesa stabilì che il Giubileo fosse indetto ogni venticinque anni, periodo di tempo che definisce il Giubileo ordinario. Fino ad oggi sono stati indetti 29 anni giubilari, 25 ordinari e 4 straordinari. L’ultimo Giubileo ordinario fu quello del 2000, indetto da Papa Giovanni Paolo II.

La Porta Santa è uno dei simboli più forti del periodo giubilare ed ha un significato ben preciso: rappresenta infatti il passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia, pensando a Gesù che dice «Io sono la porta». Nella tradizione cattolica il Giubileo è un grande evento religioso. E’ l’anno della remissione dei peccati e delle pene per i peccati, è l’anno della riconciliazione tra i contendenti, della conversione e della penitenza sacramentale e, di conseguenza, della solidarietà, della speranza, della giustizia, dell’impegno al servizio di Dio nella gioia e nella pace con i fratelli. L’anno giubilare è soprattutto l’anno di Cristo, portatore di vita e di grazia all’umanità. Le sue origini si ricollegano all’Antico Testamento. La legge di Mosè aveva fissato per il popolo ebraico un anno particolare: “Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel Paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo, esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo” (Libro del Levitico). La tromba con cui si annunciava questo anno particolare era un corno d’ariete, che in ebraico si dice “Yobel”, da cui deriva la parola “Giubileo”.

Altro evento del dopo pandemia sarà la Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Lisbona nel 2023. Dalla prima edizione, avvenuta nella città di Roma nel 1986, la Giornata Mondiale della Gioventù è diventata un laboratorio di fede, luogo di nascita delle vocazioni al matrimonio e alla vita consacrata e strumento di evangelizzazione e trasformazione della Chiesa. Mira a fornire a tutti i partecipanti un’esperienza di Chiesa universale, incoraggiando un incontro personale con Gesù Cristo. È un nuovo impulso alla fede, alla speranza e alla carità dell’intera comunità del Paese ospitante. Con i giovani come protagonisti, la Giornata Mondiale della Gioventù cerca anche di promuovere la pace, l’unità e la fraternità tra i popoli e le nazioni di tutto il mondo. “Maria si alzò e se ne andò in fretta” (Lc 1, 39) è la citazione biblica scelta da Papa Francesco con il motto della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà, per la prima volta, a Lisbona, capitale del Portogallo.

 

Il logo del giubileo 2025

Il Logo rappresenta quattro figure stilizzate per indicare l’umanità proveniente dai quattro angoli della terra. Sono una abbracciata all’altra, per indicare la solidarietà e fratellanza che deve accomunare i popoli. Si noterà che l’apri-fila è aggrappato alla croce. È il segno non solo della fede che abbraccia, ma della speranza che non può mai essere abbandonata perché ne abbiamo bisogno sempre e soprattutto nei momenti di maggiore necessità. È utile osservare le onde che sono sottostanti e che sono mosse per indicare che il pellegrinaggio della vita non sempre si muove in acque tranquille. Spesso le vicende personali e gli eventi del mondo impongono con maggiore intensità il richiamo alla speranza. È per questo che si dovrà sottolineare la parte inferiore della Croce che si prolunga trasformandosi in un’ancora, che si impone sul moto ondoso. Come si sa l’ancora è stata spesso utilizzata come metafora della speranza. L’ancora di speranza, infatti, è il nome che in gergo marinaresco viene dato all’ancora di riserva, usata dalle imbarcazioni per compiere manovre di emergenza per stabilizzare la nave durante le tempeste. Non si trascuri il fatto che l’immagine mostra quanto il cammino del pellegrino non sia un fatto individuale, ma comunitario con l’impronta di un dinamismo crescente che tende sempre più verso la Croce. La Croce non è affatto statica, ma anch’essa dinamica, si curva verso l’umanità come per andarle incontro e non lasciarla sola, ma offrendo la certezza della presenza e la sicurezza della speranza. È ben visibile, infine, con il colore verde, il Motto del Giubileo 2025, Peregrinantes in Spem. «Ho immaginato gente di ogni colore muoversi da ogni parte della terra verso un futuro comune, e verso una Croce che è Gesù stesso – ha spiegato l’ideatore del logo, Giacomo Trevisani -. Ho immaginato il Papa guidare l’umanità attraverso una Croce che diventa àncora, e noi stringerci a lui, simbolizzando i pellegrini di ogni tempo».

 

 

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