La manipolazione del narcisista

Un argomento che interessa moltissime persone riguarda tutto ciò che ha a che fare con la manipolazione del partner narcisista. Parliamo di persone vittime di un partner con forte personalità, tendenzialmente bugiardo e scostante, che alterna qualche momento di amore intenso a frequenti comportamenti di disprezzo, svalutazione e punizione. Il bisogno di comprensione e controllo da parte delle vittime verso il partner narcisista, spinge molte donne a diventare abilissime nell’usare tecnicismi come gaslighting, stonewalling, lovebombing. Donne sofferenti, vittime delle loro stesse fragilità, che trascorrono centinaia di ore su internet alla ricerca di tecniche per gestire gli attacchi del loro partner narcisista. Ed è di queste persone forti e fragili, che vorrei oggi parlavi. Ma perchè queste persone permangono nel ruolo di vittima invece che fare la cosa più sensata, ossia troncare la relazione e guardare avanti? E perchè quel partner scostante e svalutante non molla la partner deludente per trovarne una che lo soddisfi?

Tutto nasce dalle esperienze precoci infantili: un bambino manifesta tutta una serie di bisogni, che i genitori sufficientemente amorevoli cercano in tutti i modi di soddisfare. Bisogno di accudimento, di protezione, di autonomia, di contatto fisico etc.
Quando uno o più bisogni non vengono soddisfatti dalle figure di accudimento, si crea una ferita emotiva; per esempio quando il bisogno di autonomia del bambino viene soffocato da una madre troppo apprensiva che vede pericoli dappertutto, o quando il bisogno di riconoscimento emotivo viene ignorato da una madre, o un padre, affettivamente assente, o peggio, altamente svalutante. Ferite di questo genere possono provocare un vuoto affettivo che spinge la persona a cercare un partner molto forte che la protegga o dia quell’amore intenso che non ha mai ricevuto.
Alle mie pazienti con una dipendenza affettiva, spiego che se tirassi fuori dal cappello uno studente universitario serio, determinato, che vuole farsi una famiglia, lo troverebbero decisamente noioso. E purtroppo tutte mi danno sempre ragione. Gli stimoli che in genere innescano questa “attrazione fatale” sono il bisogno di essere protette, ma anche il bisogno di aiutare, di essere necessarie per l’altro. Per questo un uomo affettivamente sano non sarà mai un buon partito. In questo caso il bisogno del partner diventa vitale, le sue attenzioni sono talmente importanti che la persona preferisce subire svalutazioni, sensi di colpa e ricatti, piuttosto che vivere l’abbandono del partner. Per queste persone l’abbandono è la peggiore delle sofferenze, perchè probabilmente sono state abbandonate in passato. D’altro lato il narcisista ha anch’egli delle ferite emotive importanti, che gli fanno scattare degli schemi disfunzionali quando è coinvolto emotivamente, sentendosi da un lato attratto, dall’altro minacciato dalla relazione. Egli avverte il pericolo della sofferenza e per proteggersi attacca, svaluta, denigra, deve emergere psicologicamente sulla partner per controllarla, ma allo stesso tempo ne ha bisogno.

Quindi entrambi i protagonisti di questa storia hanno una forte compromissione a livello affettivo, ed entrambi necessitano di una psicoterapia per uscirne, con la differenza che il narcisista non andrà mai in terapia, mentre la vittima può trovare la forza per chiedere aiuto. Per difendersi dal narcisista bisogna rinforzare l’autostima per lasciarlo, colmare quel vuoto affettivo, curare quelle ferite emotive del passato. Solo allora cambierà la visione della relazione e finalmente la persona potrà spezzare le proprie catene. Questo è il mio lavoro, questa è la psicoterapia.

 

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