Tra le bellezze della Riviera del Corallo

Conosciuta anche come “Barceloneta”, la piccola Barcellona, è la capitale della Riviera del Corallo e conserva la lingua e le tradizioni della catalogna. L’etimologia del nome si ipotizza sia dovuta alla parola Aleguerium (alga), per via delle foglie della pianta marina la Posidonia oceanica, erroneamente chiamata alga, che durante il ricambio stagionale si vanno a depositare, dopo le mareggiate, sul litorale algherese. Nelle sue acque è presente in grande abbondanza il prezioso corallo rosso che è di ingente rilevanza economica, tanto che un ramo dello stesso è inserito nello stemma della città. Fondata dalla famiglia genovese Doria nel XII secolo (1102) situata nella parte nord-occidentale della Sardegna, per due secoli, grazie alla sua posizione strategica, fece parte delle repubbliche marinare.
A metà del 1300 Alghero fu occupata dagli aragonesi in seguito alla vittoria riportata nella battaglia navale di Porto Conte, nella quale i genovesi furono sconfitti dalla flotta di Bernardo Cabrera alleato, per l’occasione, con i veneziani. Vi furono successivamente altri tentativi di acquisizione della città da parte degli stessi genovesi e da truppe arborensi, che però vennero prontamente respinti dagli aragonesi. Nel 1501 Alghero acquisì il titolo di Città Regia nel 1501, grazie al re Ferdinando il Cattolico. Il regno di Sardegna passò poi nel 1720 in mano ai Savoia, ma Alghero non perdette la sua catalanità, tanto che, nel 1850, a uso degli algheresi venne stampato un catechismo in lingua catalana. Ancora oggi il 20% degli abitanti parla una sorta di catalano arcaico e seppur non sia lingua ufficiale, il catalano di Alghero è stato riconosciuto dalla Repubblica Italiana e dalla Regione autonoma della Sardegna, come lingua minoritaria e come tale è oggetto di tutela.
Al 1° gennaio 2021, secondo dati ISTAT, gli abitanti residenti sono 42295.
La sua storia antica è testimoniata dai complessi nuragici di Palmavera, con un nuraghe composito formato da più torri e con la più grande capanna delle riunioni presente nell’isola. Invece in località I Piani, troverete la necropoli di Anghelu Ruju, la più vasta della Sardegna. Il nome deriva da quello del vecchio proprietario dei terreni, dove è stata rinvenuta casualmente nel 1903 la necropoli e dove sono ubicati, attualmente, i vigneti di una nota azienda vinicola che produce un vino che porta il medesimo nome.
Sorge sul monte omonimo, la necropoli di Santu Pedru ed è costituita da dieci tombe scavate nella roccia trachitica, molte delle quali diroccate, la più importante è la numero I chiamata “tomba dei vasi tetrapodi” per via del rinvenimento di due vasi con quattro piedi; è da menzionare anche la IV in quanto in età alto-medievale venne adattata a chiesa e nella camera principale vi è la presenza di due altari dedicati a San Pietro ed a Santa Lucia.

Quando passeggerete lungo le strade del centro storico di Alghero, avrete l’occasione di visitare diverse chiese assai importanti sotto il profilo architettonico, quali: la Cattedrale di Santa Maria del XVI secolo, la chiesa di San Francesco, affiancata dal convento, e la chiesa di San Michele, dedicata al patrono, con la sua cupola rivestita esternamente da mattonelle policrome, divenuta uno dei simboli della città. Incontrerete, poi, edifici appartenuti a nobili o famiglie aristocratiche di varie epoche: gotica, come il Palazzo de Ferrera o il Machin; di gusto barocco sabaudo è invece il Palazzo Serra e di periodo neoclassico, il Teatro Civico. Tra questi edifici se ne contano alcuni di pregio, oltre venti, che testimoniano quale importante ruolo strategico rivestisse la città nel panorama politico catalano.
Alghero ha mantenuto circa il 70% delle sue mura con le sue 7 torri e 3 forti. I bastioni, di epoca catalano-aragonese, di recente restauro, circondano la città vecchia sino a congiungersi con il Lungomare Dante, edificato negli anni cinquanta, che insieme offrono una passeggiata sul mare.
Assolutamente da vedere, il Museo Archeologico (MUSA) il Museo naturalistico Mare Nostrum Aquarium, il Museo Diocesano D’Arte Sacra, il Museo del Corallo (MACOR). Non da meno è il Museo etnografico Sella e Mosca, all’interno dell’omonima tenuta vinicola che tra l’altro si trova a due passi dalla Necropoli di Anghelu Ruju.
L’aeroporto di Fertilia dista 6 km dal centro di Alghero ed è facilmente raggiungibile grazie, ai mezzi pubblici della compagnia ARST (linea 9373 “AL.FA”) e ai vari servizi privati di transfer, autonoleggio o noleggio bus.
Sito di primario interesse naturalistico, da non trascurare, è l’Area marina protetta di Capo Caccia Isola Piana, con una spettacolare grotta marina, la Grotta di Nettuno, accessibile via mare grazie al servizio della Linea Grotte, in partenza dal porto turistico o via terra percorrendo la “Escala del Cabirol” (scala del capriolo), costituita di 660 scalini e “scavata” sul costone del promontorio.
Poco distante dalla frazione di Tramariglio, è possibile fare trekking nell’area protetta l’Arca di Noè, un area molto vasta che comprende Monte Timidone e Punta Cristallo, in cui è possibile ammirare il volo dei grifoni e la splendida Cala d’Inferno e dove il mare riparato consente di fare dello snorkeling. Altri punti consigliati sono la Cala Dragunara, Punta Giglio, le due grotte dell’Isola di Foradada e Porto Conte, il più grande porto naturale del mediterraneo.
La costa algherese si estende per più di 80 chilometri, con più di 30 spiagge, tra le quali: le due cittadine il Lido e Maria Pia, Lazzaretto, Mugoni, Le Bombarde, dove è presente uno stabilimento balneare e un centro velico; San Giovanni che si trova di fronte ai quartieri turistici, Cala Burantinu e la spiaggia di Porto Ferro, molto frequentata per il surf e il windsurf.

L’artigianato di Alghero è legato soprattutto alla creazione di gioielli in corallo rosso, ma anche per la cesteria e alla tipica produzione di artigianato sardo.
Numerosi e squisiti i ristoranti ed agriturismi dove assaporare i gusti locali. La cucina si basa soprattutto sul pesce e i crostacei.
Famosa l’aragosta all’algherese o meglio conosciuta alla Catalana, la coppazza, gli spaghetti ai ricci di mare e gli spaghetti alla bottarga, le monzette (chiocciole terrestri della famiglia Helicidae) sotto sale cucinate al forno e la paella algherese; tra i dolci la crema bruciata e il menjar blanc.

 

© Riproduzione Riservata - La voce della Società