Il Bastione di Santa Caterina: gli scavi e le scoperte che potrebbero portare a riscrivere la storia di Castello.

Il Bastione di Santa Caterina si trova nel quartiere di Castello a Cagliari ed è raggiungibile dalla Terrazza Umberto I, sita sulla sommità del Bastione di Saint Remy.

L’area è stata interessata da due campagne di scavo che hanno portato a scoperte molto interessanti che smentiscono, almeno in parte, la convinzione che il colle di Castello fosse rimasto per nulla o poco frequentato fino all’età pisana.

Al momento degli scavi l’area si presentava come una piazza, il cui aspetto (risalente al XIX secolo) era dovuto allo smantellamento delle strutture militari di età spagnola.
Sono da subito emerse strutture murarie di età romana; tracce di una struttura risalente al XIV secolo, (forse una catapulta); un pavimento collegato a una canaletta, e infine una volta a botte: sembrava essere quella menzionata dalle fonti e attribuita a Gaetano Cima, costruita per proteggere la Fontana Bona.

La realtà aveva invece in serbo altre sorprese: infatti non è stata scoperta la fontana, ma un ipogeo profondo circa sei metri, con nicchie alle pareti, interpretato come un vero e proprio edificio sacro sotterraneo!

A destare grande interesse è stato anche un cumulo di terra e ossa umane non connesse tra loro (quindi trasferite lì in un momento successivo rispetto alla prima sepoltura), usato come riempimento.

La cronologia dei reperti a dalla fase bizantina all’età tardoantica: gli studi sulle ossa hanno determinato che le persone a cui appartenevano i resti erano decedute per morte violenta.

La grande quantità di resti e l’insieme dei frammenti e dei manufatti rinvenuti ha portato gli studiosi a provare a indagare ulteriormente, incrociando i dati ricavabili dalle fonti con quelli materiali. In età bizantina (alla fine del VII secolo), il governatore della Sardegna, dopo un breve periodo di permanenza a Crisopolis (l’attuale Fordongiuanus), tornò a Cagliari quando arrivarono i saraceni. A Cagliari, dunque, doveva essere presente in maniera forte il potere politico: testimonianza di questo potrebbero essere gli exagia, ovvero i pesi ponderali usati per coniare moneta, rinvenuti fra la terra e le ossa. Solo chi è al potere, infatti, conia moneta.

E se quei resti appartenessero a soldati coinvolti in qualche importante battaglia?
Le fonti menzionano un episodio avvenuto a Cagliari nel quale i Goti, asserragliati dentro “le mura”, riuscirono a respingere il tentativo dei bizantini di riconquistare Cagliari. Durante questa fase delle guerre greco-gotiche, i Goti di Totila riuscirono a conquistare varie parti della provincia di Sardegna e Corsica: era il 552, e per circa sei mesi Cagliari fu sotto scacco. Dietro quali mura i Goti riuscirono a difendersi? Non è pensabile che le abbiano costruite da zero: dovevano necessariamente esistere delle fortificazioni di età giustinianea, ma dove si trovavano queste mura?

Secondo la fonte, i bizantini attesero sulle navi il momento per sferrare l’attacco.

Stando a ciò che è stato ritrovato sotto il Bastione di Santa Caterina sembrerebbe possibile ipotizzare un castrum sul colle di Castello.

 

Naturalmente sarà necessario attendere l’esito degli studi sulla grande quantità di reperti che gli scavi hanno restituito, ma è certo che le novità emerse fino ad ora promettono di sorprendere.

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