FERIE: Diritti e scadenze

Inizia il periodo in cui i lavoratori chiedono al proprio datore di lavoro di poter usufruire delle ferie maturate. 

Le ferie sono un diritto costituzionale sancito dall’art 36 co. 3 della costituzione italiana che recita “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

Il Codice civile in materia di ferie recita, all’art. 2109: “Ha anche diritto, dopo un anno d’ininterrotto servizio, ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La durata di tale periodo è stabilita dalla legge, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità”. 

 

I principi fondamentali che regolano la fruizione delle ferie sono:

 1. Le modalità di fruizione delle ferie sono stabilite dall’imprenditore, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro; 

2. La durata delle ferie è stabilita dai contratti collettivi; 

3. L’imprenditore deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie; 

4. Il periodo di preavviso non può essere computato nelle ferie.

 

Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2109 del Codice civile, il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. 

Il periodo minimo annuale legale di ferie retribuite va goduto: 

• per almeno due settimane nel corso del periodo di maturazione 

• per le restanti due settimane, entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione, salvo più ampi periodi di differimento stabilì dai contratti collettivi.

 

Il periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, tranne il caso di risoluzione del rapporto di lavoro.

È possibile monetizzare le ferie?

Il pagamento delle ferie non godute è escluso per le prime quattro settimane, ossia i primi 28 giorni. Non sono legittimi accordi diversi che prevedono il pagamento anche mediante la concessione di un superminimo che abbia anche lo scopo di remunerare le ferie non godute.

L’indennità sostitutiva per ferie non godute spetta, in caso di decesso del lavoratore, ai suoi eredi anche in assenza di specifica domanda degli interessati

 

Ferie non godute.

In caso di mancata fruizione del periodo di ferie entro il termine previsto dalla legge (18 mesi successivi alla fine dell’anno di maturazione) ovvero entro il termine più ampio fissato dalla contrattazione collettiva, il datore di lavoro è tenuto a versare all’Inps i contributi sulle ferie maturate e non godute.

Il datore di lavoro deve, entro il 30 giugno 2022, consentire ai lavoratori di completare l’effettiva fruizione di tutte le ferie maturate nell’anno 2020. 

L’obbligazione contributiva coincide con il mese successivo a quello di scadenza del periodo di fruizione previsto dalla legge (18 mesi) e dai contratti collettivi (luglio, se si applica il limite generale dei 18 mesi). Quindi i datori di lavoro dovranno, entro il 20 agosto 2022, effettuare il versamento dei contributi INPS relativi alle ferie maturate e non godute entro il termine del 30 giugno.

 

Ferie collettive

Per “ferie collettive” si intende quel periodo di riposo che l’azienda è tenuta, per legge o per contratto, a concedere ai propri dipendenti mediante chiusura dell’esercizio in tutte le sue articolazioni. La normale attività lavorativa deve venir meno ed è solo la presenza di personale preposto alla manutenzione.

Le aziende che sospendono l’attività per ferie collettive possono presentare all’INPS la domanda di differimento del termine di pagamento dei contributi dovuti, entro il 31 maggio 2022.

 

Sanzioni

Qualora il datore di lavoro non riconosca al dipendente il periodo di ferie nei limiti della previsione legale delle 4 settimane, è soggetto all’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro a 600 euro. Se, invece, la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata in almeno due anni, la sanzione va da 400 euro a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero si è verificata in almeno quattro anni, la sanzione amministrativa pecuniaria va da 800 euro a 4500 euro. Non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta.

 

 

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