La fatturazione elettronica per i forfetari 

A partire dal 1° luglio 2022, dovranno emettere la fattura in formato elettronico anche gli imprenditori e i professionisti che hanno adottato il regime forfetario e che nell’anno 2021 hanno percepito compensi superiori a 25.000 Euro.

Chi ha aperto la partita Iva nel 2021 deve far attenzione al superamento della soglia dei 25.000 euro, in quanto l’importo da non superare va rapportato all’anno. 

Ad esempio, se un imprenditore ha aperto la P.Iva a luglio 2021, incassando 15.000 euro, sarà tenuto ad adottare la fatturazione dal 1^ luglio 2022 in quanto i suoi ricavi, ragguagliati all’anno, sarebbero pari a 30.000 euro.

Coloro i quali hanno aperto la P. Iva nel corso del 2022 potranno iniziare ad emettere le fatture in formato elettronico a partite dal 1° gennaio 2024, quando l’obbligo di emissione della fattura elettronica si estenderà anche ai minimi e forfetari con ricavi o compensi inferiori alla soglia di 25.000 Euro.

 

Entro quali termini va emessa la fattura elettronica?

Nel primo trimestre di entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica non scatteranno le sanzioni previste nel caso in cui le fatture siano emesse oltre i 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.

Sarà infatti consentito emettere le fatture entro la fine del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Ad esempio, per le operazioni effettuate nel mese di luglio 2022 si potrà emettere la fattura entro la fine di agosto 2022.

A partire dal quarto trimestre 2022 le fatture dovranno essere emesse entro i 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione. La mancata emissione della fattura nei termini comporta l’applicazione della sanzione compresa tra il 5% ed il 10% dei corrispettivi non documentati o non registrati. Tuttavia, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito si applica la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000.

 

E l’imposta di bollo come si paga?

L’obbligo di assolvimento dell’imposta di bollo per importi superiori a 77,47 euro rimane, esattamente come per le fatture cartacee.

Nelle fatture elettroniche non è possibile l’apposizione fisica del bollo sulla fattura, che deve essere pertanto assolto in modo “virtuale”, ossia versando l’importo dei bolli tramite pagamento con modello F24.

L’imposta di bollo sulle fatture emesse deve essere versata trimestralmente, entro l’ultimo giorno del 2° mese successivo alla conclusione del trimestre (tranne che per il 2° trimestre, per il quale il termine è il 3° mese successivo) e quindi:

  • entro il 31 maggio, per il 1° trimestre;
  • entro il 30 settembre, per il 2° trimestre;
  • entro il 30 novembre, per il 3° trimestre;
  • entro il 28 febbraio dell’anno successivo, per il 4° trimestre.

Per i primi due trimestri dell’anno è possibile posticipare il versamento dei bolli:

  • se l’imposta dovuta per il 1° trimestre non supera i 250 euro, il termine di versamento di quest’ultima è il 30 settembre;
  • se l’imposta dovuta per i primi due trimestri non supera 250 euro, il termine di versamento per entrambi è il 30 novembre.

 

Ci sono categorie esonerate dalla fatturazione elettronica?

Continuano ad essere esonerati dall’emissione delle fatture elettroniche i soggetti che trasmettono i dati al sistema tessera sanitaria, che hanno il divieto di emettere di fatturazione elettronica a prescindere dal regime adottato.

 

Vantaggi della fattura elettronica

I termini per l’accertamento sono ridotti di un anno per i contribuenti forfettari che hanno un fatturato costituito solo da fatture elettroniche.

 

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