DIMISSIONI: le 4 cose che devi assolutamente conoscere

Le dimissioni sono una delle cause di estinzione del rapporto di lavoro, e costituiscono:

  • un atto unilaterale (proveniente da una sola delle parti contrattuali, il lavoratore) 
  • recettizio (acquista efficacia nel momento in cui il datore di lavoro ne viene a conoscenza) 

con cui il lavoratore comunica al datore di lavoro la propria volontà di recedere dal rapporto di lavoro subordinato.

Prima del 5 marzo 2008 le dimissioni potevano essere presentate senza particolari vincoli di forma; tuttavia, nella prassi venivano formalizzate presentando una lettera in carta semplice al proprio datore di lavoro. 

Dal 5 marzo 2008 il lavoratore che desiderasse dimettersi era tenuto a presentare un apposito modello del Ministero del Lavoro presso le Direzioni Provinciali del lavoro o i Centri per l’impiego. 

A partire dal 12 marzo 2016, per arginare il fenomeno delle “dimissioni in bianco” la riforma Fornero ha modificato la forma, prevedendo un’apposita procedura di convalida con modalità telematica, a pena di inefficacia.

A chi si applica la procedura telematica?

  • A tutti i casi di recesso unilaterale del lavoratore subordinato (nel rispetto del preavviso) 
  • Ai casi di risoluzione consensuale.

La procedura telematica si applica per tutti i rapporti di lavoro subordinato, fatta eccezione per le dimissioni rassegnate:

  • durante il periodo di prova; 
  • nei rapporti di lavoro domestico;
  • da genitori lavoratori;
  • nei rapporti di lavoro marittimo;
  • nelle sedi protette (giudice, sede sindacale, commissione provinciale di conciliazione) o presso le Commissioni di certificazione.

Il modulo telematico e modalità di invio

Il modulo telematico è disponibile in un’apposita sezione del sito www.lavoro.gov.it e si  compone di 5 sezioni contenenti i dati identificativi del lavoratore, del datore di lavoro, del rapporto di lavoro dal quale si intende recedere, della tipologia di comunicazione (dimissioni/risoluzione consensuale/revoca), del soggetto abilitato, nonché le informazioni che consentono di identificare in maniera univoca e non alterabile il modulo (codice identificativo e data certa di trasmissione).

 

La data di decorrenza delle dimissioni è quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, cessa il rapporto di lavoro.

È importante evidenziare che la “data di decorrenza” da indicare nel modulo corrisponde, pertanto, al primo giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro.

 

La procedura telematica prevede che il modello per la comunicazione delle dimissioni e della risoluzione consensuale possa essere compilato ed inviato:

  • in autonomia dal lavoratore, previo possesso del PIN INPS dispositivo o SPID, oppure
  • avvalendosi dell’assistenza di un soggetto abilitato (Consulente del Lavoro, patronato, organizzazione sindacale, Ente bilaterale, commissione di certificazione)

Periodo di preavviso

È necessario che tra la comunicazione delle dimissioni e il momento effettivo della cessazione del rapporto di lavoro intercorra un lasso di tempo, denominato “periodo di preavviso”. L’obbligo di preavviso non si applica per le dimissioni per giusta causa, per i genitori lavoratori, e nel caso specifico delle dimissioni rassegnate durante il periodo di prova.

La durata minima del periodo di preavviso è stabilita dal contratto collettivo nazionale applicato e varia in base all’anzianità di servizio e al livello di inquadramento del lavoratore.

Le parti, tramite accordo individuale possono prevedere un periodo di preavviso abbreviato o un termine più lungo. In quest’ultimo caso al lavoratore deve essere corrisposto un compenso in denaro per il maggior termine.

É possibile revocare le dimissioni?

Entro i 7 giorni successivi dall’avvenuta trasmissione del modulo, il lavoratore ha la facoltà di revocare le proprie dimissioni, sempre attraverso la procedura telematica.

Ho diritto a percepire la disoccupazione Naspi?

In via generale, le dimissioni non rappresentano la perdita involontaria del lavoro e pertanto non danno diritto a percepire il sussidio di disoccupazione. 

Qualora le dimissioni siano motivate dalla giusta causa (mancato o ritardato pagamento delle retribuzioni, omesso versamento dei contributi, mobbing, etc.) il lavoratore ha diritto:

  • all’indennità sostitutiva del preavviso;
  • a richiedere l’indennità di disoccupazione.

In questo caso il datore di lavoro dovrà versare il cosiddetto “Ticket di licenziamento” e corrispondere al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso calcolata sulla base della retribuzione normalmente spettante, con la esclusione dei rimborsi spese.

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