Imparare a dire di no !

Quando qualcuno ti chiede qualcosa che non vuoi fare, sei in grado di dire di no senza sensi di colpa? 

Per alcune persone la paura di dire di no è così forte che la finiscono col dire di sì anche se non vorrebbero; poi ci ripensano e si mortificano per non aver avuto il coraggio di avere una posizione ferma. 

In terapia questo genere di problemi non sono rari, e hanno molto a che vedere con la coi condizionamenti familiari che provocano forti coi sensi di colpa, in una parola “passività”. 

Persone che fin da piccole crescono con la regola che i bisogni degli altri vengono sempre prima dei loro, che non bisogna mai scontentare l’altro, e che in fin dei conti è preferibile che l’altro sia contento anche se la cosa va a tuo discapito. Ricordo una paziente che quando era piccola i genitori le proibivano categoricamente di dire di no a una loro richiesta. A casa sua, nella quale si sarebbe dovuta sentire protetta, era invece una bambina-schiava maltrattata da genitori svalutanti, una piccola Cenerentola che pur di fuggire di casa si lascerà poi portar via da un uomo con le stesse modalità del padre, passando dalla padella alla brace. 

E’ facilmente intuibile come la difficoltà nel dire di no ha delle radici profonde, e non basta una tecnica dialettica per eliminare d’un botto sensi di colpa, insicurezza, bassa autostima e una valanga di ricordi di sottomissione. 

Naturalmente esistono casi più o meno gravi, da valutare da caso a caso, perchè a parità di condizioni familiari ci sarà sempre chi riesce con le proprie risorse a non farsi schiacciare da dinamiche disfunzionali, e chi invece diventerà vittima, e questo dipende certamente dalla personalità di ciascuno, dal temperamento, dalla propria genetica. Per chi qualche volta ha difficoltà a dire di no, il consiglio che posso dare è iniziare a dire di no per le piccole cose in modo sistematico. Fortunatamente i sensi di colpa sono particolarmente sensibili all’esposizione, e agendo con costanza dicendo no per piccole cose, si svilupperà un processo di assuefazione ai sensi di colpa. 

Mentre per i casi più complessi, nei quali c’è una compromissione dell’autostima e autopercezione,  si rende necessaria una psicoterapia che (parlo per ciò che faccio io) agisca sui ricordi del passato per elaborarli, sul presente con strategie ipnotiche immaginative e tecniche di esposizione, e sul futuro per sostituire pensieri catastrofici con pensieri vincenti. 

Ma a prescindere dalla gravità, in ciascun intervento sarà fondamentale svolgere un training di assertività che insegni dialetticamente alle persone come uscire dalla passività e allinearsi verso l’assertività: uno stile di comunicazione nel quale si mettono in primo piano i propri bisogni e si impara a esprimerli in modo chiaro, diretto e diplomatico. 

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