Nutrizione Low-Fodmap, ecco di cosa si tratta

Ad oggi, 4 persone su 10 soffre di problematiche relative alla digestione e assorbimento degli alimenti dati dalla sindrome dell’intestino irritabile(IBS).

Questa è una sindrome molto frequente e caratterizzata dall’assenza di lesioni anatomiche con un rapporto di incidenza fra donne e uomini compreso tra 2:1 e 3:1 e con età media tra i 20 e i 40 anni.

L’IBS si manifesta nella maggior parte dei casi con dolori addominali, gonfiore che segue generalmente il pasto e viene alleviata o risolta con l’evacuazione delle feci o gas.

Altri sintomi sono la cefalea, difficoltà di concentrazione, facile stancabilità, dispnea.

Un ruolo centrale nel contribuire all’instaurarsi della fisiopatologia è dato da un’alterata permeabilità della barriera intestinale.

 

Come intervenire?

L’approccio dietetico e il corretto stile di vita rappresentano, attualmente, il miglior intervento terapeutico per i pazienti affetti da IBS.

Particolare attenzione dovrebbe essere posta nella valutazione del contenuto calorico, assunzione di grassi, quantità e qualità di alimenti contenenti FODMAP quali il lattosio, il sorbitolo, il fruttosio e, infine nella valutazione dell’introito di liquidi e fibre alimentari.

Attualmente il miglior intervento dietetico è basato su una dieta a basso contenuto di FODMAP.

 

Cosa sono i FODMAP?

Sono una serie di carboidrati che generalmente chi è affetto dall’IBS non tollera bene  e portano in queste persone ad gonfiore addominale, alternanza di stipsi e diarrea, meteorismo, etc.

 

Come si procede?

Il protocollo prevede 3 fasi fondamentali che devono comunque essere adattate al paziente:

FASE 1: 2-8 settimane di esclusione di FODMAPs;

FASE 2: Graduale reintroduzione dei cibi contenenti FODMAPs;

FASE 3: Ritorno alla dieta abituale non povera di FODMAPs riducendo solo quegli alimenti che continuano a creare problemi.

Nel 75% dei pazienti con IBS la dieta a basso contenuti di FODMAPs ha dato risposte positivissime.

Inoltre insieme al piano nutrizionale sarebbe opportuno integrare con l’utilizzo di alcuni probiotici.

Gli ultimi studi di riferimento mostrano come chi è stato trattato con una nutrizione LOW FODMAPs ha avuto in percentuale un miglioramento su tutti i sintomi.

 

Pertanto il consiglio per chi soffre della sindrome dell’intestino irritabile è quello di affidarsi ad un esperto della nutrizione per permettere l’applicazione di un regime nutrizionale ad hoc e far regredire la sintomatologia.

 

 

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