Il reddito di libertà: Un aiuto concreto per le vittime di violenza

La Regione Sardegna è stata la prima regione italiana a legiferare in tema di reddito di libertà. Una misura che riguarda le donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori. Precondizione per il suo riconoscimento è che queste donne siano seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali e inseriti nei percorsi di svincolo dalla violenza, propedeutici al raggiungimento dell’autonomia. Il reddito di libertà (RdL) si prefigge di mettere a disposizione un aiuto economico per le persone che versano nella condizione descritta. La domanda per ottenere il reddito di libertà deve essere presentata all’Inps. Questa misura è compatibile con il reddito di cittadinanza o altri sussidi economici.

 

È riconosciuto ed erogato principalmente con lo scopo di garantire le spese per assicurare alle donne vittime di violenza e in difficoltà economiche:

  1. autonomia abitativa;
  2. percorso scolastico e formativo per i figli o le figlie minori;
  3. per riacquisire un’autonomia personale a seguito di episodi di violenza;
  4. Aiuto per spese legali, patente e corsi.

 

Destinatarie del contributo sono le donne residenti nel territorio italiano che siano cittadine italiane o comunitarie oppure, in caso di cittadine di Stato extracomunitario, che siano in possesso di regolare permesso di soggiorno. 

Le potenziali destinatarie della misura devono avere intrapreso un percorso finalizzato ad affrancarsi e fuoriuscire dal circuito indotto dalla violenza subita, posto che, è opportuno ricordarlo, gli atti di violenza contro le donne si configurano come violazione dei diritti umani.

 Il reddito è destinato alle donne che, inoltre, si trovano in una particolare condizione di povertà e di vulnerabilità. La condizione di bisogno di chi fa richiesta deve essere dichiarata e certificata dal servizio sociale professionale di riferimento territoriale che si sta occupando della donna interessata ed è necessaria la presa in carico del centro antiviolenza che deve predisporre un programma apposito in accordo con il servizio sociale. Ogni donna può presentare richiesta di un solo sussidio.

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