Come tutelare la privacy e i dati personali sui social

I social network, utilizzati da tantissime persone per condividere aspetti personali, attività e interessi, della propria vita con utenti spesso sconosciuti, possono rivelarsi pieni di insidie.

Sappiamo tutti che l’iscrizione all’uso di una piattaforma di condivisione è solo apparentemente gratuito perché ampiamente ricompensato dalla possibilità di divenire destinatari di messaggi pubblicitari e dall’uso dei dati personali per scopi commerciali.

I social network sono sicuramente essenziali strumenti di innovazione tecnologica e sociale, con i quali gli utenti scambiano opinioni e informazioni, trovano lavoro o l’anima gemella, ma vengono  spesso usati con troppa leggerezza, o almeno senza una approfondita riflessione sui rischi che vi si nascondono.

Per porre un limite all’uso indiscriminato e non autorizzato delle informazioni in rete sono intervenute nel corso degli anni, in soccorso dei consumatori e degli utenti, diverse normative sia a livello nazionale che europeo, come il Codice sulla Privacy (d.lgs 196/2003 e ss.mm.) e il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

Il punto di partenza per l’acquisizione e la gestione dei dati di un qualsiasi utente è l’ottenimento del suo consenso, quello che viene chiesto ogniqualvolta ci si iscrive via web su qualsiasi social o si accede ad un sito, con l’approvazione della relativa informativa sulla privacy.

La concessione incondizionata del consenso espone l’utente non solo all’utilizzo dei dei propri dati per la finalità per cui è stato concesso ma anche al loro sfruttamento ad opera di “terze parti”, ovvero società che hanno proprio come missione la raccolta dei dati e delle informazioni per una loro successiva elaborazione e profilazione, anche attraverso l’uso di algoritmi, principalmente per scopi pubblicitari e commerciali ma anche con motivazioni meno nobili e spesso illecite come ad esempio profilare gli utenti sulla base delle convinzioni politiche.

Per prevenire la condivisione incontrollata di nostre informazioni è sconsigliabile registrarsi a siti e servizi utilizzando il login delle piattaforme social (“accedi con …”) perché in tal modo vengono trasferiti in blocco tutti i dati forniti al primo operatore, perdendo completamente il controllo.

I fornitori dei servizi social devono garantire la massima trasparenza nell’informare gli utenti, consentendogli di conoscere anticipatamente, tra l’altro, lo Stato in cui opera il gestore del servizio, i diritti riconosciuti agli utenti (accesso, rettifica, cancellazione), le modalità di finanziamento del servizio stesso e i dati relativi a soggetti terzi.

Ovviamente il consenso può essere sempre revocato ma partendo dal presupposto che i dati e le informazioni personali una volta diffusi nella rete vengono replicati in maniera esponenziale, in modo da rendere difficile identificare la stessa provenienza, è assai difficoltoso eliminarli una volta immessi. Sarebbe, pertanto, meglio riflettere a monte sulla concessione del consenso.

Posto che una forma base di consenso è comunque necessaria per accedere al servizio occorre dedicare qualche minuto di attenzione alla gestione delle opzioni che questa scelta comporta. In particolare, la possibilità di scegliere di accettare o rifiutare le specifiche categorie di cookie su preferenze, statistiche e marketing.

Oltre alla fiducia sul regolare utilizzo dei nostri dati, che rimettiamo alla serietà del gestore del servizio, una volta circoscritto il consenso solo a determinate finalità essenziali e funzionali, molto dipende dalla stessa avvedutezza dell’utente nella gestione delle informazioni che condivide con la pubblicazione delle proprie immagini e degli aspetti della propria vita privata con perfetti estranei.

Ad esempio, se si pubblica la foto del proprio biglietto aereo di un viaggio programmato, con la data di partenza e rientro, dal codice a barre sarà possibile estrapolare tutti i dati anagrafici del titolare col rischio di furto di identità e creazione di profili falsi e truffe a vostro nome, inoltre nella casa dichiaratamente incustodita in quei giorni potrebbero entrare i ladri.

Visto che il consenso, come detto, è sempre revocabile si può ancora cercare di porre rimedio agli errori del passato cliccando alla voce “Impostazioni” della piattaforma social per poi accedere alla fatidica “Privacy” e modificare in maniera più consapevole le preferenze già  espresse.

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