Dal cambio d’abito all’arrivo a Nora

La festa di Sant’Efisio, con la sua processione devozionale, richiama ogni primo maggio migliaia di fedeli nel capoluogo sardo. La parte più conosciuta del cammino di Sant’Efisio è senz’altro quella che va dalla chiesetta omonima, sita nel cuore del quartiere di Stampace, fino all’uscita da Cagliari in viale La Playa.  Più raccolta e intima è invece l’atmosfera che caratterizza il viaggio compiuto dal simulacro fino a Nora. Straordinario è l’affetto con il quale le persone accolgono e accompagnano il santo: un sentimento che accomuna realtà diverse, simbolicamente visitate durante le tappe che costellano il percorso. Emblematica, in questo senso, è la prima sosta: quella a Giorgino nel villaggio dei pescatori. Qui il simulacro viene accolto dai rappresentanti della piccola comunità fino alla chiesetta edificata  nel ‘600 nei locali adiacenti alla casa padronale della famiglia Ballero,

L’origine della cerimonia è difficilmente rintracciabile, ma dovette, storicamente, avere una duplice funzione pratica: dismettere gli abiti della festa con la sostituzione di quelli più modesti, abbandonando gioielli ed ex voto, e sostituire il cocchio di campagna rendendo il cammino del santo più agevole verso Nora.   Svolto il rito del cambio degli abiti e cocchio, il santo viene caricato in un rimorchiatore dell’esercito per arrivare a La Maddalena spiaggia di Capoterra. Lo scenario cambia totalmente quando il corteo giunge a Villa d’Orri. All’interno della tenuta, di proprietà della famiglia Manca di Villahermosa, edificata a partire dal 1780 circa, si trova una piccola cappella intitolata alla Vergine del Carmelo. Qui viene collocata la statua per una benedizione eucaristica, seguita dal rituale del bacio della reliquia da parte dei pellegrini. Villa d’Orri fu una lussuosa dimora nobiliare scelta dai Savoia per trascorrere il loro esilio cagliaritano: oggi la magnifica residenza ospita una delle tappe più suggestive e partecipate del cammino del martire. 

La giornata del primo maggio si conclude a Sarroch, dove Sant’Efisio viene custodito durante la notte. Il giorno successivo, dopo la messa a Villa San Pietro e una sosta a Pula, nella tarda serata giunge finalmente a Nora. Qui  secondo la tradizione, il 15 gennaio del 303, Efisio fu decapitato: la sentenza venne eseguita nella città detta Nura, dove fu poi deposto. Probabilmente, ove oggi si trova la chiesa, sorse (in epoca mediobizantina) un santuario semipogeo, sopra il quale, nell’XI secolo, fu ricostruito un nuovo edificio in stile romanico europeo. La tradizione vuole che all’interno dell’ambiente sotterraneo siano state custodite le reliquie di Sant’Efisio.  La semplice aula a tre navate, divisa da arcate sorrette da robusti pilastri è la meta del pellegrinaggio. Per tutto il 3 maggio avviene la commemorazione del santo: la mattina si tiene la celebrazione presieduta dall’Arcivescovo di Cagliari e intorno alle ore 18 il simulacro viene portato in processione tra le rovine di Nora. Il 4 Maggio il corteo riparte da Pula in direzione di Cagliari, per terminare nella chiesa di Stampace. Solo allora il Terzo Guardiano dell’Arciconfraternita comunicherà all’Alter Nos, in rappresentanza del sindaco di Cagliari, la formula solenne “Il voto è stato sciolto”.

 

 

Scatto di Nicola Ottolini

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