Il veleno delle rassicurazioni

Ci sono persone incapaci di prendere decisioni in autonomia per la paura di prendere la scelta sbagliata. Sentono quindi l’impulso di chiedere rassicurazioni a parenti, amici, colleghi, conoscenti. Più è importante la decisione da prendere, maggiore sarà l’urgenza di contattare qualcuno che ci dica cosa fare e che ce la possiamo fare. Ma una semplice rassicurazione non basta: per le persone ansiose e con vissuti di inadeguatezza, scatta subito il bisogno compulsivo di altre rassicurazioni, anche da parte di persone che non hanno le competenze specifiche per poter esprimere un’opinione. Chi casca in questa trappola è in genere una persona petulante, lamentosa, centrata solo sui propri bisogni, spesso invischiata in relazioni tossiche con la figura materna castrante. 

Chi chiede rassicurazioni crea un danno doppio: da un lato la rassicurazione fa da ansiolitico nel breve termine, ma nel lungo termine rinforza l’insicurezza (rinforzo negativo). Immaginiamo una studentessa universitaria che sente il bisogno di avere rassicurazioni da parte dei familiari sul fatto che riuscirà a superare l’esame, e solo dopo aver ricevuto queste rassicurazioni riuscirà ad affrontarlo.  Ipotizziamo che un giorno questi familiari non siano disponibili per stare al capezzale di una nonna in ospedale. Secondo voi la studentessa, privata delle rassicurazioni, riuscirà a sostenere l’esame lo stesso? O sarà tentata dal dirsi “non sono abbastanza pronta, lo darò al prossimo appello”? Ecco che le rassicurazioni, una volta venute meno, aumentano l’insicurezza.  

Il secondo danno creato dal bisogno di rassicurazioni è la svalutazione dell’interlocutore. Immaginiamo che la studentessa vi chieda se secondo voi è pronta per sostenere l’esame, e che sia lampante che lo sia. Dopo avervi ascoltato, vi sentite dire “Grazie, ora chiedo a Pippo perché lui è competente nella materia”. Nell’interlocutore queste parole provocheranno l’effetto di svalutazione. Verrà infatti da chiedersi “ma se hai bisogno di chiederlo a Pippo significa che ciò che ti ho detto è senza valore”. 

Se ti rivedi in questa descrizione ti do un consiglio: smetti immediatamente di chiedere rassicurazioni. Gestisci l’ansia con una buona tecnica di respirazione, e inizia subito una psicoterapia. Il bisogno di rassicurazioni non è altro che un’ipercompensazione di un profondo senso di inadeguatezza che è alimentato da ricordi del passato con le figure genitoriali.

Mentre per i parenti stesso consiglio ma a parti inverse: rifiutatevi categoricamente di dare rassicurazioni e spingete la persona a iniziare una psicoterapia. La persona prenderà male l’assenza di rassicurazioni? Bene, è il primo passo verso il diventare adulti. 

 

 

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