Il congedo di paternità obbligatorio

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nell’ambito della promozione degli interventi a sostegno della parità di genere, ha inserito tra le varie priorità, quella di trovare un equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza.

La mancanza di congedi di paternità e parentali retribuiti in molti Stati membri contribuisce al basso utilizzo di congedi da parte dei padri.

L’obiettivo della direttiva è quello di contribuire a conseguire i principi di parità tra uomini e donne per quanto riguarda le opportunità sul mercato del lavoro, la parità di trattamento sul posto di lavoro e la promozione di un livello di occupazione elevato nell’Unione.

Il congedo di paternità è stato introdotto con la Legge 92/2012, in via sperimentale, e via via prorogato di anno in anno.

La legge di bilancio ha reso strutturale a partire dal 2022, il congedo di paternità sia obbligatorio che facoltativo, confermando la durata prevista già per il 2021, pari, rispettivamente, a 10 giorni per il congedo obbligatorio e ad un giorno per il congedo facoltativo.

 

Chi sono i destinatari?

Possono fruire del congedo i padri lavoratori dipendenti, anche adottivi o affidatari, entro e non oltre il quinto mese dalla nascita o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione nazionale o internazionale, oppure dall’affidamento avvenuti dal 1° gennaio 2021.

 

Durata

Ai padri lavoratori dipendenti spettano 10 giorni di congedo obbligatorio, che possono essere goduti anche in via non continuativa, per gli eventi di nascita, adozione o affidamento.

Tale congedo è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque, indipendentemente dal diritto della madre al proprio congedo di maternità.

Il padre lavoratore dipendente ha diritto a un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione per i giorni di congedo obbligatorio. Si computano e indennizzano solo le giornate lavorative.

Il congedo obbligatorio del padre non può essere fruito ad ore.

Fruizione in caso di morte perinatale

Il congedo di paternità può essere fruito, sempre entro i cinque mesi successivi alla nascita del figlio, anche nel caso di:

  • figlio nato morto dal primo giorno della 28° settimana di gestazione
  • decesso del figlio nei dieci giorni di vita dello stesso (compreso il giorno della nascita).

 

Come si presenta la domanda di congedo?

I lavoratori dipendenti devono comunicare, in forma scritta, al proprio datore di lavoro la fruizione del congedo, senza presentare alcuna domanda all’INPS.

Il padre lavoratore dipendente deve comunicare le date in cui intende fruire del congedo al proprio datore di lavoro con almeno 15 giorni di preavviso. Se richiesto in concomitanza della nascita, il preavviso viene calcolato sulla presunta data del parto. Sarà il datore di lavoro a comunicare all’INPS mediante flusso telematico le giornate di congedo fruite.

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