Dalla Pasqua Ebraica alla Pasqua cristiana, simboli e significati a confronto

Non si può comprendere la Pasqua cristiana senza rifarsi per un istante alla teologia della Pesach, la Pasqua ebraica. I racconti evangelici collocano infatti la morte e risurrezione di Gesù proprio nel contesto pasquale, precisamente alla vigilia del Seder di Pesach ovvero la vigilia della cena Pasquale.

Ma in cosa consiste la Pasqua per gli ebrei?

Con il termine Pesach si indica il memoriale del passaggio salvifico dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione del popolo eletto nella prospettiva della redenzione futura da parte del Messia, è una celebrazione rituale che fa memoria di ciò che YHWH ha operato in favore di Israele. Più precisamente il termine significa “salto” e trova la sua origine nell’ultima piaga d’Egitto, ovvero quando l’angelo della morte passò di porta in porta uccidendo i primogeniti maschi degli egiziani risparmiando quegli israeliti riconosciuti tramite un segno sugli stipiti delle porte fatto con il sangue di un agnello. Da qui la tradizione di mangiare l’agnello a Pasqua.

Ogni anno gli ebrei ricordano questi eventi nel corso della cena pasquale, chiamata Seder. Ricca di simboli, essa è caratterizzata da cibi prestabiliti che fanno riferimento agli eventi dell’Esodo: vengono mangiate delle erbe amare in ricordo della durezza della schiavitù, verdure e acqua salata per indicare le lacrime degli ebrei in Egitto, pane azzimo, un impasto di frutta chiamato Charoset che ricorda la malta utilizzata dagli schiavi ebrei in Egitto, l’agnello, l’uovo come simbolo di rinascita e vita e del vino dolce per gustare la gioia della liberazione. Durante questa cena viene letta l’Haggadah, il racconto dell’esodo accompagnato dalla spiegazione fornita dal capo famiglia.

Anticamente ci si recava presso il tempio di Gerusalemme per sacrificare l’agnello, il cui sangue veniva raccolto dai sacerdoti e portato all’altare mentre la carne veniva mangiata durante la cena Pasquale. La morte di Gesù si colloca proprio in questo lasso temporale: nell’ora in cui iniziava la mattanza degli agnelli per la cena pasquale, Gesù veniva inchiodato alla croce trovandovi la morte.

L’agnello rappresenta la vittima sacrificale destinata a essere immolata come offerta a Dio. Cristo si fa agnello innocente per l’umanità, muore in croce da innocente facendosi sacrificio. Durante la Pasqua il cristiano rivive il mistero della morte e resurrezione di Cristo, non è un semplice memoriale ma evento che si attualizza ogni volta che viene celebrato il banchetto eucaristico, la messa. L’Eucarestia assicura e prolunga il mistero pasquale nella storia.  Le parole di Gesù durante l’Ultima Cena “fate questo in memoria di me” istituiscono l’Eucarestia: fino a qual momento il pane azzimo ricordava la fuga dall’Egitto, Gesù lo distribuì  agli apostoli come il suo corpo offerto in sacrifico e lo stesso fece con il vino, spiegando che quello era il suo sangue che sarebbe stato da li a poco versato sulla croce. Viene così sostituito il memoriale antico, avviene il passaggio dalla vecchia alla nuova alleanza, dalla schiavitù del peccato alla libertà della redenzione, dalla morte alla vita.

La Pasqua con il Cristianesimo ha assunto un nuovo significato, indicando il passaggio a vita nuova, liberati dal peccato con il sacrificio della croce siamo chiamati a risorgere con Gesù, è una storia di salvezza. La Pasqua cristiana è la chiave interpretativa della nuova alleanza, concentrando in sé il significato del mistero messianico di Gesù e collegandolo alla Pesach dell’Esodo.

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