Violenza e Revenge Porn

Sono più di mezzo milione (520 mila) le donne che nel corso della loro vita hanno subito almeno una violenza, tentata o consumata. Quando si parla di violenza sulle donne la nostra mente va subito a forme di aggressione fisica o sessuale che prevedono inevitabilmente un contatto fisico. Eppure la violenza ha forme diverse. Attualmente sono in crescita le situazioni di violenza psicologica. L’uso massivo di tecnologie e social ha infatti esposto le donne a nuove forme di violenza. Con questo non si vuole in nessun modo demonizzare l’uso della tecnologia o dei mezzi di comunicazione digitale ma ciò ha creato nuove forme di relazione tra le persone e nuovi scambi di informazioni.

Sempre più spesso l’uso dei social come per Facebook, Instagram, Snapchat, Telegram ha modificato la nostra socializzazione e mentre prima le comunicazioni di gruppo avvenivano perlopiù in presenza, ora succede il contrario ed è molto più difficile gestire le proprie informazioni come qualcosa di privato. È in tali situazioni che emergono fenomeni quali il sexting in cui una coppia sceglie di scambiarsi foto, video, con contenuti sessualmente espliciti. È una pratica abbastanza comune e assolutamente accettabile quando si verifica tra adulti consenzienti. Purtroppo però a volte in seguito ad una rottura sentimentale quelle immagini possono diventare uno strumento pericoloso e dare origine al fenomeno noto con il termine “revenge porn”. Si definisce con questo termine una tipologia di violenza indotta dalla tecnologia, è il cosiddetto (abuso sessuale basato sulle immagini) (Eaton & McGlynn, 2020): termine generico utilizzato per descrivere qualsiasi immagine o video sessualmente esplicito creato e/o distribuito senza il consenso della persona ritratta.

Il revenge porn implica la diffusione di immagini sessualmente esplicite allo scopo di umiliare o danneggiare la vittima. Spesso si tratta di una ex fidanzata o comunque una persona con cui si è avuta una relazione. Chi condivide immagini e video per vendetta a volte utilizza il nome della persona o informazioni che riguardano la sua identità oppure i suoi contatti come l’indirizzo e numero di telefono, proprio per identificarla e per umiliarla. Nel revenge porn la tecnologia viene utilizzata per esercitare controllo e potere sulle vittime. Spesso gli uomini che pubblicano foto nude delle loro ex partner cercano di affermare il loro potere con queste azioni con l’idea di subordinare chi ha preso la decisione di interrompere relazione. Il danno psicologico, fisico, economico che si può generare condividendo materiale sessualmente esplicito all’insaputa della vittima è enorme. Il fatto che alcune persone potrebbero non avere l’intenzione specifica di ferire, danneggiare e umiliare non giustifica quel comportamento. Ma come si può intervenire in casi delicati di questo tipo?

Quando si parla di abusi e violenze la vittima ha bisogno di un attento percorso di rivisitazione del proprio vissuto e della propria esperienza alla ricerca di una ristrutturazione della propria identità con il potenziamento delle risorse. Il rischio è infatti quello di andare incontro ad alte vittimizzazioni. Ecco perché è fondamentale un intervento mirato e costante di tipo psicoterapico.

 

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