Volti di donne: Maria Lai

Nacque il 27 settembre 1919 a Ulassai, in Sardegna, dove i suoi genitori decisero di affidarla sin dai primi anni di vita agli zii a causa della sua fragile salute, e restò con loro fino all’età di nove anni. Dopo un breve rientro a Ulassai, si trasferì a Cagliari dove studiò in Collegio per poi recarsi, nel 1939, all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove entrò grazie al suo naturale talento per il disegno, e fu l’unica donna in quegli anni a studiare scultura con Arturo Martini. A partire dal dopoguerra, iniziò a esporre le sue opere in diversi musei, gallerie e alla Biennale di Venezia, con notevoli riconoscimenti nazionali.

Nel 1945 lasciò Venezia e dopo un breve periodo a Verona fece ritorno in Sardegna per poi insegnare a Cagliari nell’Istituto tecnico femminile, dove lavorò fino al 1949. Fu attraverso la frequentazione con Giuseppe Dessì che Maria riscoprì il valore delle tradizioni e della storia della Sardegna. Da quel momento, accanto al disegno, la sua produzione si arricchì di soggetti e di materiali vicini a una cultura millenaria e popolare, come nel caso delle sculture di pane, in sé un prodotto deperibile e povero, legato alla quotidianità e al lavoro femminile. Durante il corso degli anni Settanta l’artista realizzò inoltre una serie di opere dedicate all’arte del telaio, elemento che l’artista interpretò e rielaborò con totale libertà, evocando così l’intimità e la cura quotidiana di un mondo di gesti femminili. Nel 1981 si svolse a Ulassai “Legarsi alla montagna”, la performance collettiva per la quale Maria Lai è oggi più conosciuta, e che inaugurò una serie di interventi artistici sul territorio.

Nel 2004 ricevette la laurea honoris causa in Lettere all’Università degli Studi di Cagliari per il tratto fortemente narrativo e concettuale della sua opera, che si realizzò però con tecniche tradizionali e arcaiche. Negli ultimi anni Maria Lai, nonostante il successo del museo e l’ingresso delle sue opere nelle Istituzioni più importanti, ha vissuto e ha continuato a lavorare nella casa di campagna vicino al paese di Cardedu, lasciandoci la sua eredità e dando la possibilità a tutte le donne di credere nei propri sogni, nelle proprie passioni come lei ha fatto con l’arte, reclamando la propria libertà, sfidando un mondo che non accetta le donne se non nei ruoli tradizionali di moglie e madre.

Maria Lai venne a mancare il 16 aprile del 2013 a Cardedu.

 

 

 

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