Sclerosi multipla nelle donne e suoi risvolti psicologici

La SCLEROSI MULTIPLA è una patologia causata dalla distruzione selettiva immuno-mediata della mielina con relativo risparmio degli altri elementi del tessuto nervoso, ad eziologia sconosciuta. L’età di insorgenza è tra i 15 ed i 50 anni, anche se non sempre viene diagnosticata subito, con una prevalenza delle donne, e sono riconosciuti fattori genetici, ambientali, autoimmuni predisponenti la malattia. È caratterizzata da un decorso altalenante con ricorrenti ricadute e periodi di remissione; dopo ricadute e remissioni, si entra in fase di progressivo peggioramento. Ma l’esordio e l’evoluzione della patologia varia da persona a persona in base anche alla gravità e alla forma specifica. Il numero di donne con sclerosi multipla è quasi triplo rispetto agli uomini. Considerando poi che essa rappresenta la prima causa di disabilità neurologica nella popolazione giovanile, è facile capire come questa malattia sia capace di toccare da vicino sempre più donne e sempre più giovani. Metà delle persone con SM in Italia continua a lavorare, anche se i sintomi e le manifestazioni della malattia rendono difficile farlo.

Tra queste, quasi il 70% sono donne che, oltre a occuparsi della propria famiglia, gestiscono i figli e svolgono i lavori domestici: solo una ricaduta riesce a ridurre o interrompere l’impegno nelle faccende di casa. Spesso le donne continuano a fare tutto ciò che facevano anche prima dell’insorgenza, o della scoperta, della patologia. Oltre a quanto già detto possono essere presenti disturbi silenti come amnesie, bruciori e dolori generalizzati, disturbi sensitivi e letargia, e disturbi evidenti quali diplopia, cecità, vertigini, ipostenia, deficit neurologico. Si riscontrano inoltre disturbi sfinterici e vescicali fino ad arrivare a disfunzioni di natura sessuale e la presenza di un alterato tono dell’umore come depressione, euforia, sindromi psicotiche. Una patologia cosi complessa in tanti casi non può che incidere anche sull’umore e la qualità della vita. Tra l’altro fino agli inizi del 1950, veniva sconsigliato di affrontare una gravidanza, perché avrebbe portato ad un peggioramento della malattia e alla trasmissione della SM al bambino.

La gravidanza rappresenta ancora una delle principali preoccupazioni nella maggior parte delle donne con sclerosi multipla (SM). Ma fortunatamente ormai da tempo, studi più approfonditi hanno portato al superamento di questi falsi miti e a raccomandazioni totalmente diverse da parte degli specialisti. La ricerca ha infatti dimostrato che durante la gravidanza si sviluppa una progressiva protezione dall’attività infiammatoria correlata alla SM e raggiunge il picco massimo di copertura nel terzo trimestre. Questo processo porta ad una riduzione di circa il 70% della probabilità di ricadute della patologia.

 

Riproduzione Riservata

 

© Riproduzione Riservata - La voce della Società