“Fermatevi, per favore”

“Dobbiamo fare tutto il possibile! Sappiamo bene che non è possibile la pace ad ogni costo. Ma sappiamo tutti quanto è grande questa responsabilità”. Le parole di San Giovanni Paolo II rivolte contro la guerra del Golfo del 1991 sono ancora oggi attuali, spronando le nostre coscienze e quelle dei governanti. Tutti noi guardiamo con preoccupazione le vicende della Russia e dell’Ucraina, rimanendo increduli come nel 2022 i conflitti si possano risolvere solo con la guerra = distruzione, occupazione e morte.

 

“Sebbene sia avvenuto quanto temevamo e speravamo non accadesse, la guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina, sono convinto che ci sia sempre spazio per il negoziato”. Lo ha detto il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, intervistato da quattro quotidiani italiani. “Non è mai troppo tardi!”, esclama Parolin, definendo un’eventuale propagazione del conflitto Ucraino “una catastrofe gigantesca”: “l’unico modo ragionevole e costruttivo per appianare le divergenze è il dialogo, come Papa Francesco non si stanca di ripetere”.

Papa Francesco ancora una volta sembra rivolgere un accorato appello nell’angelus del sei marzo: […] “ In Ucraina scorrono fiumi di sangue e di lacrime. Non si tratta solo di un’operazione militare, ma di guerra, che semina morte, distruzione e miseria. Le vittime sono sempre più numerose, così come le persone in fuga, specialmente mamme e bambini. In quel Paese martoriato cresce drammaticamente di ora in ora la necessità di assistenza umanitaria”. […] “Imploro che cessino gli attacchi armati e prevalga il negoziato – e prevalga pure il buon senso –. E si torni a rispettare il diritto internazionale”. 

Una volta per tutte il pontefice sembra dire le come come stanno,  “l’opera” messa in scena dalla Russia non è una esercitazione ma una vera guerra che ormai conta numerose vittime.

“Ancora una volta vediamo che occorrono la comunicazione e l’ascolto reciproci per conoscere a fondo e comprendere le ragioni altrui”, ha dichiarato inoltre il segretario di Stato vaticano riguardo al conflitto in corso: “Quando si smette di comunicare e di ascoltarsi sinceramente, si guarda all’altro con sospetto e si finisce per scambiarsi solo accuse reciproche. Gli sviluppi degli ultimi mesi non hanno fatto altro che alimentare la sordità reciproca portando al conflitto aperto. Le aspirazioni di ogni Paese e la loro legittimità devono essere oggetto di una riflessione comune, in un contesto più ampio e, soprattutto, tenendo conto delle scelte dei cittadini e nel rispetto del diritto internazionale. La storia non manca di offrire esempi che confermano che ciò è possibile”. 

 

“Fermatevi per favore”

 

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