Cosa cambia in busta paga? Le novità del 2022

La Legge di Bilancio 2022 ha previsto diverse modifiche che vanno ad incidere sul reddito dei lavoratori dipendenti e sull’elaborazione delle buste paga.

 

Cosa cambia in concreto?

Dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022 è prevista la riduzione dei contributi INPS dello 0,80% a carico dei dipendenti che hanno una retribuzione mensile imponibile di 2.692,00 euro.

Per la maggior parte dei lavoratori quindi l’aliquota INPS a proprio carico passerà dal 9,19% al 8,39%.

 

Cambiano le aliquote IRPEF, che da 5 passano a 4, per le nuove fasce di reddito:

– Fino a 15.000 euro aliquota del 23%

– Oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro aliquota del 25% invece del 27%

– Oltre i 28.000 euro e fino a 50.000 euro aliquota del 35% invece del 38%

– Oltre 50.000 euro aliquota del 43% invece del 41%

 

La Legge di Bilancio ha modificato inoltre l’articolo 13 del TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi) riguardante le detrazioni fiscali. Le detrazioni di imposta vengono rapportate al periodo di lavoro e all’ammontare complessivo del reddito prodotto.

Da gennaio 2022 per i redditi superiori a 15.000,00 euro le detrazioni per lavoro dipendente saranno più sostanziose perché ingloberanno il bonus “100 euro” che non verrà più corrisposto. Continueranno ad essere presenti in busta paga le detrazioni per coniuge e per i figli con un’età superiore a 21 anni, qualora fiscalmente a carico.

Sono considerati fiscalmente a carico i familiari che possiedono un reddito annuo lordo non superiore a 2.840,51 euro. Il limite viene innalzato a 4.000,00 euro per i figli che non superano i 24 anni d’età.

Le detrazioni per i figli fino a 21 anni non verranno più gestite in busta paga a partire da marzo 2022 in quanto verranno assorbite dal nuovo Assegno Unico Universale.

È necessario che il lavoratore comunichi al proprio datore di lavoro di aver diritto alle detrazioni fornendo i dati dei familiari per il quale intende fruirne. Se non intervengono variazioni i dati restano validi per i periodi d’imposta successivi.

A partire dal luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, in sostituzione del “Bonus Renzi”, era stato introdotto un bonus di 100 euro mensili per i dipendenti con un reddito non superiore a 28.000,00 euro e un’ulteriore detrazione per i redditi compresi tra 28.000,00 euro e 40.000,00 euro. Con la Legge di Bilancio 2022, a partire dal 1° gennaio 2022 il bonus pari a 1200,00 euro netti all’anno è previsto per tutti quei lavoratori il cui reddito complessivo non superi i 15.000,00 euro.

 

Chi potrà ancora beneficiare del bonus integrativo?

I lavoratori che non superano i 28.000,00 euro di reddito complessivo e la cui imposta Irpef è inferiore alla somma delle detrazioni per i familiari a carico, detrazioni per reddito da lavoro dipendente e assimilato, interessi passivi e oneri accessori pagati per mutui e contratti per l’acquisto dell’abitazione principale, spese sanitarie, detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio e per la riqualificazione energetica fino al 31 dicembre 2021.

Qualora spetti il trattamento integrativo, quindi, verrà riconosciuto per un ammontare pari alla differenza tra l’imposta lorda e le detrazioni suddette. In ogni caso il trattamento integrativo non potrà superare i 1.200,00 euro.

 

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