L’abbandono dei rifiuti

Abbandonare oggetti di qualsiasi genere sia solidi che liquidi, a prescindere dalle dimensioni del rifiuto, è severamente vietato ed è punito sia con sanzioni amministrative che, nei casi più gravi, con l’arresto.

Il reato di abbandono di rifiuti su suolo pubblico è disciplinato dal Testo Unico in materia Ambientale (D.lgs. n. 152 del 2006, art. 256), in particolare l’art. 192 configura la fattispecie del divieto di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti e disciplina gli obblighi conseguenti ed accessori (come l’ordinanza sindacale di rimozione); l’art. 225 disciplina le sanzioni amministrative previste se l’abuso è commesso da una persona fisica che abbandona o deposita i rifiuti in strada e ovunque non sia espressamente consentito (le multe vanno da un minimo di 300 euro ad un massimo di 3.000 euro, la sanzione è raddoppiata se l’abbandono riguarda rifiuti pericolosi); mentre l’art. 256, c. 2 prevede la sanzione penale, se l’abbandono è commesso da una persona giuridica nello svolgimento di un’attività professionale oppure con una condotta pianificata e organizzata (in tal caso scatta la denuncia penale con l’arresto da 3 mesi a 1 anno e l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro, per l’abbandono di rifiuti non pericolosi, oppure l’arresto da 6 mesi a 2 anni e ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro, per l’abbandono di rifiuti pericolosi).

 

È, pertanto, vietato abbandonare rifiuti di qualsiasi genere in ambienti urbani o rurali, non compresi nelle aree appositamente adibite alla raccolta della spazzatura. Anche i cassonetti stradali dedicati alla raccolta dei rifiuti urbani sono spesso essi stessi oggetto di conferimenti abusivi. Infatti, a fianco dei contenitori si possono trovare abbandonati sia rifiuti domestici, compresi gli ingombranti non autorizzati (come materassi e elettrodomestici fuori uso), sia rifiuti speciali (frutto di demolizioni e manutenzioni edili) che andrebbero smaltiti con procedure particolari in apposite aree.

È ovviamente vietato abbandonare rifiuti di qualsiasi genere anche in spiaggia, esattamente come in strada. Nel caso di abbandono di mozziconi di sigarette in spiaggia le sanzioni aumentano, anche perché spesso si va incontro al divieto di fumo negli arenili, con multe che possono raggiungere i 500 euro.

Il fenomeno non è riconducibile solo ad una questione di mancanza di rispetto dell’ambiente e di senso civico dei singoli cittadini, ma di frequente è frutto di vere e proprie attività illecite a carattere imprenditoriale criminoso.

Il Sindaco ha il potere di disporre con ordinanza le operazioni necessarie ed il termine entro cui il responsabile dell’abbandono deve provvedere al ripristino, decorso il quale l’amministrazione procederà all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al successivo recupero delle somme anticipate. In via solidale è tenuto al ripristino anche il proprietario del suolo o chi ne abbia a qualunque titolo la disponibilità, ove ad esso sia imputabile l’abbandono dei rifiuti a titolo di dolo o colpa. Non è tuttavia configurabile una responsabilità oggettiva a carico del proprietario o di coloro che a qualunque titolo abbiano la disponibilità dell’area interessata dall’abbandono dei rifiuti se non ne erano a conoscenza.

 

Oltre all’affidamento sulla corretta vigilanza delle amministrazioni preposte, spesso alle prese con scarsità di mezzi e personale, ogni cittadino può contribuire ad arginare il fenomeno, vigilando il territorio e segnalando prontamente alle autorità competenti eventuali illeciti per l’immediata individuazione dei responsabili, oltre che mettendo in atto, a monte, tutta una serie di comportamenti virtuosi rappresentati, in primo luogo, dalla esecuzione in prima persona della raccolta differenziata con la rigorosa separazione delle varie tipologie di rifiuti. Infine, avvalendosi del servizio di raccolta dei materiali ingombranti, oramai fornito gratuitamente a domicilio da tutte le amministrazioni comunali.

Al di là delle sanzioni, la cui esiguità non rappresenta un valido deterrente, occorre sviluppare una cultura ambientale diffusa sin dalla scuola.

Basti pensare che, in mancanza di individuazione dei responsabili, la rimozione dei rifiuti ed il loro smaltimento sono a carico degli Enti proprietari delle strade o dei Comuni nel cui territorio vengono abbandonati, pertanto in definitiva si tratta di un costo che viene posto a carico dell’intera collettività.

 

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