Una scelta di qualità, a tu per tu con la realtà del Centro Studi Petrarca

Questo mese nell’angolo degli ospiti conosciamo da vicino la realtà del Centro Studi Petrarca attraverso l’intervista rilasciata dal direttore Simone Marrocu.

 

“Il Centro Studi Petrarca è un istituto privato che organizza corsi finalizzati principalmente al recupero anni scolastici”, come è nata questa voglia di dedicarsi all’istruzione e alla formazione dei ragazzi?

La voglia è nata diversi anni fa, quando mi occupavo di Formazione in un ambito specifico. Ho avuto un’esperienza molto significativa, che mi ha fatto letteralmente innamorare di questo lavoro: un ragazzo, dopo aver seguito un corso che stavo tenendo, si è avvicinato e mi ha detto “questo è il modo in cui gli allievi possono capire qualcosa”. Certo, il complimento era ovviamente ben gradito, ma quello che mi ha fatto prendere la decisione di abbracciare tutta l’area dell’istruzione e formazione è stato il capire che i ragazzi hanno voglia di imparare, ma spesso si trovano davanti a degli impedimenti che li demotivano o addirittura li disincentivano dal proseguire la propria formazione.

 

 

Quando si parla di “Scuola Privata” ancora oggi si fa fatica a comprendere come questa realtà possa avere del potenziale in tanti giovani e meno giovani. Vediamo che tante ragazze e ragazzi abbandonando gli studi per diverse necessità, vogliono rimettersi in gioco. Come vede questo aspetto? E come possiamo farlo capire a chi la pensa diversamente? 

Beh, il primo concetto da chiarire è quello che noi non vendiamo nessun titolo di studio! Il diploma, la qualifica o la laurea non si compra! In uno scenario dove molto spesso la reale preparazione della persona è messa in secondo piano da logiche clientelari, che assolutamente sono ben lontane dalla nostra realtà, il Centro Studi Petrarca continua a ripetere (a tutti) che senza impegno e studio non si otterrà alcun titolo di studio.

Partendo dunque dal presupposto che ci deve essere l’impegno dell’allievo, il nostro “progetto” didattico prevede una continua assistenza da parte dei tutor, dei docenti e del personale scolastico: gli allievi hanno bisogno di un “contatto” umano, che però sia adeguato al mondo di oggi! Ecco perché abbiamo investito in moderne tecnologie didattiche: non sostituiamo i “professori”, ma diamo la possibilità a tanti allievi di frequentare delle aule virtuali, senza dover obbligatoriamente occupare un posto in un banco!

 

Questa disponibilità, in termini di spazio e tempo, permette agli allievi di mantenere gli impegni già esistenti e nel contempo di frequentare e studiare in tempi e orari a loro più consoni.

Non solo recupero anni delle scuole superiori, in questi anni vi siete concentrati anche su altri servizi come: “Università on line, certificazioni”,  un servizio completo insomma con più opportunità di scelta.

 

È la logica del proseguire la formazione: c’è sempre da imparare. Perché fermarsi al diploma, se poi è possibile agevolare il percorso di apprendimento anche degli studenti che vogliono arrivare alla laurea?

La scuola, negli anni, si è evoluta, e non solo sul piano dell’offerta formativa, ma anche sulle modalità di erogazione della formazione. L’Università ha fatto altrettanto. Anche noi!

 

Lassiduo contatto con linsegnante può incidere così profondamente sullanimo dei giovani da trasformare del tutto la loro vita”, questo aspetto come viene visto dai ragazzi ma anche dai docenti?

Il costante rapporto allievo/insegnante, come abbiamo sottolineato prima, è la scelta di qualità del Centro Studi Petrarca: gli allievi sono più motivati quando sono seguiti costantemente dalle e dagli insegnanti. La scelta di qualità è stata anche quella di offrire la possibilità di interagire con il personale docente anche con le moderne tecnologie informatiche e telematiche. Ogni nostra aula è dotata di lavagne elettroniche interattive, con trasmissione in tempo reale via internet della lezione del docente e degli appunti scritti sulla lavagna. L’interazione continua con i tutor e con tutto il personale della scuola, che comunica quotidianamente con l’allievo via telefono, via chat, via web streaming: così ogni nostro allievo ci può sentire e vedere in faccia!

 

Pandemia e formazione, quanto essa ha inciso sui giovani e la loro formazione questo terribile periodo? Come vi siete adoperati?

È stato un periodo molto difficile: non nascondo che la Scuola, come azienda, all’inizio ha risentito della pandemia, perché i corsi in presenza sono stati sostanzialmente azzerati. Poi c’è stata una lieve ripresa, e gli allievi hanno riconquistato anche la fiducia verso un sistema didattico efficace, in grado di dare risposte immediate anche nell’emergenza.

Abbiamo implementato la dotazione tecnologica degli spazi didattici, ed abbiamo aperto anche altre sedi “in presenza”, in modo da poter assicurare il rigoroso rispetto delle distanze fra gli allievi. Nell’area di Cagliari ed Hinterland abbiamo tre sedi formative che utilizziamo quotidianamente!

 

In Sardegna risentiamo tantissimo di dispersione scolastica, i dati Istat mostrano come sono numerosi i giovani che non hanno la Licenza Media, il Diploma o la Laurea. Come vede questo aspetto e come secondo lei si potrebbe investire affinché un giovane non abbandoni la scuola. E’ solo colpa dei giovani? 

Colpe… insomma, no! Diciamo che ci sono delle responsabilità! 

Cercare delle colpe serve solo a cercare un capro espiatorio, spesso senza risolvere il problema. La nostra filosofia d’intervento è, invece, individuare i punti di debolezza e trasformarli in punti di miglioria: cerchiamo di capire dove i giovani si fermano e perché! Spesso le motivazioni vanno ricercate nel metodo e non nei contenuti: c’è bisogno di “comunicazione”, non solo di “istruzione”. Gli allievi hanno bisogno di interagire con le tecnologie, perché nel 2022 è impensabile che ancora ci siano persone che trovano difficoltà ad utilizzare un computer, o non riescano ad inviare una mail senza che questa finisca regolarmente nello spam del destinatario!

Il tutto deve essere costantemente coniugato con la qualità dell’erogazione formativa: certo che non possiamo prescindere dalle competenze di base, ma quello che deve essere attentamente osservato è anche il bagaglio delle competenze trasversali, molto spesso trascurato in un sistema che non si vuole adeguare alle nuove tecnologie.

Abbiamo tantissime proposte da portare anche sui tavoli della politica regionale, e siamo convinti che sia fondamentale creare delle vere sinergie fra sistemi.

 

Prossime sfide o prossime conquiste? 

Le sfide ci sono sempre piaciute, le abbiamo affrontate fin dal primo giorno della nostra grande avventura! 

Sicuramente intendiamo “crescere”: nell’offerta formativa, ampliando le possibilità da offrire ai nostri studenti; nella territorialità, aggiungendo altre sedi in Sardegna e nella penisola; nelle risorse umane, aumentando il corpo docente, amministrativo e tecnico, che avrà sempre e comunque come unico orientamento la vicinanza all’allievo ned alle sue molteplici esigenze.

 

 

 

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