LA LANA: Tra caratteristiche e curiosità

Febbraio è sicuramente un mese freddo, sicché vi parlerò di una fibra adatta per l’occasione. La lana è forse uno dei primi materiali ad essere stato filato dai nostri avi che compresero come dalla tosatura delle pecore potesse venire fuori un tessuto caldo e protettivo. 

La lana è tra i materiali naturali più termoisolanti, tanto che persino nel deserto i tuareg la usano per i loro mantelli e copricapi poiché questa fa da scudo contro il sole cocente; inoltre grazie alla forma delle sue fibre consente di assorbire l’umidità emessa dal corpo e quindi di mantenere la pelle asciutta. 

Fatta questa premessa sulle caratteristiche della lana vorrei raccontarvi qualche curiosità su come viene prodotta, partendo dagli animali da cui viene ottenuta; sicuramente uno dei più curiosi è il cammello cui viene praticato un massaggio con un pettine sulla pancia per ricavarne le fibre più soffici e sottili come pure per il coniglio dal quale, sempre tramite un pettine molto fitto, si ricava la lana d’angora. 

Poiché poi anche le pecore non sono tutte uguali, anche le lane non sono tutte uguali; esiste quella sarda, tenace e resistente dalla quale si ricavano tappeti e tessuti come il feltro per accessori, o quella merino australiana per biancheria intima e per la casa, fino alla lana prodotta in tasmania che viene usata per giacche e completi super leggeri. 

Viste tutte queste caratteristiche è d’obbligo parlare delle opere d’arte create con questo materiale proprio qui in Sardegna, mi riferisco ai costumi sardi invernali e alle gonne che, sfruttando proprio una caratteristica della lana, sono spesso arricchite da una plissettatura che le nostre antenate mantenevano riponendo la gonna ben piegata sotto il materasso, o ai dettagli in voile di lana dei costumi da sposa e che mostrano quanto la lana sia versatile e possa essere usata sia per tessuti più pesanti quanto per quelli più leggeri e impalpabili. Come non pensare agli scialli ricamati di Oliena esposti anche al MoMa di New York che con i loro colori vibranti rallegrano le feste della nostra tradizione. 

Chiudo questo articolo con una piccola curiosità legata all’ecologia, la lana è riciclabile e dai nostri vecchi vestiti, se essi sono in pura lana, tramite una nuova filatura di ottiene un filo e un tessuto della stessa qualità di quello precedente. Tale tecnica veniva usata soprattutto nel grande distretto tessile di Prato alle porte di Firenze fino agli anni ’80 e oggi sta finalmente tornando in auge. 

Vi auguro quindi di passare questi ultimi giorni d’inverno ben protetti dal vostro maglione di lana magari sferruzzato da voi e ben al caldo. 

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