Il carciofo: un fiore spinoso

I carciofi appartengono ad una famiglia molto numerosa, quella delle Asteraceae, sono parenti stretti dei cardi e contano di varie specie che, nella stagione invernale, arrivano sulle nostre tavole.In Sardegna regna sovrano il Carciofo Spinoso Sardo, varietà che tutti conosciamo, famosa per il suo gusto e profumo intenso.

 
I primi carciofi compaiono nei mercati già a novembre e, se la stagione lo permette, si riescono a trovare fino all’inizio della Primavera.
 
Ciò che noi conosciamo come Carciofo non è un frutto ma è in realtà l’infiorescenza della pianta. Le foglie spinose, dette brattee, proteggono tale infiorescenza; al loro interno è contenuto il capolino, la parte carnosa commestibile, su cui sono inseriti i fiori di colore azzurro-violaceo, ovvero la cosiddetta “barbetta” violacea che andiamo a togliere prima di mangiarli o cucinarli.
 
Non tutte le varietà però possiedono le spine o meglio, non delle spine vere e proprie, per esempio le brattee della Mammola o del carciofo Tema non terminano con delle protuberanze rigide in grado di pungere come quelle dello Spinoso Sardo.
 
 
Perché mangiarli
 
I carciofi sono conosciuti principalmente per le loro proprietà depurative. Sono ricchi di Cinarina, sostanza che agisce sul fegato migliorandone la funzionalità e favorendo la detossificazione dell’organismo. Inoltre la Cinarina favorisce la secrezione della Bile stimolando il processo digestivo, in particolar modo dei grassi, conferendo perciò al carciofo proprietà ipocolesterolemizzanti.
 
Un’altra particolarità è la ricchezza in fibre, tra cui l’Inulina, fruttoligosaccaride ad attività prebiotica, che contrasta l’assimilazione degli zuccheri, utile alle persone con problemi legati alla glicemia.
 
Il carciofo possiede inoltre proprietà diuretiche, non a caso è sempre presente nelle tisane drenanti.
 
 
Alcune controindicazioni sul consumo dei carciofi
 
Avendo azione sul fegato il carciofo è sconsigliato alle persone con problemi della funzionalità epatica e della colecisti.
 
La ricchezza in fibre favorisce, inoltre, la produzione di gas nell’intestino, perciò chi soffre di problemi e patologie intestinali dovrebbe limitarne il consumo. In caso di utilizzo di farmaci diuretici sarebbe bene rivolgersi al medico curante prima di consumarli.
 
 
 

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