Tina Anselmi

Tina Anselmi nacque il 25 marzo 1927 a Castelfranco Veneto, dove frequentò le scuole in pieno regime fascista. Un evento la convinse a passare alla lotta attiva: il 26 settembre 1944 venne costretta dai nazifascisti ad abbandonare le lezioni presso l’istituto magistrale che frequentava per assistere, insieme a tutta la popolazione, all’impiccagione pubblica nella piazza della città, di un gruppo di giovani. La diciassettenne decise, così, di aderire alla Resistenza e divenne staffetta partigiana. Si laureò in lettere all’Università Cattolica di Milano e insegnò nella scuola elementare.

Dal 1945 al 1948 fu dirigente del Sindacato Tessili e, dal 1948 al 1955, del Sindacato Maestre. Dal 1958 al 1964 fu incaricata nazionale delle giovani della Democrazia Cristiana e in tale veste partecipò ai congressi mondiali dei giovani di tutto il mondo. Nel congresso di Monaco del 1963 venne eletta membro del Comitato direttivo dell’Unione Europea femminile, di cui divenne successivamente vicepresidente.

L’esperienza di parlamentare di Tina durò 24 anni, dal ’68 al ’92. In soli due anni, come ministra del Lavoro, fece approvare alcune leggi fondamentali: sulla parità nel lavoro, gli asili nido, l’ampliamento della tutela della maternità, i congedi parentali, la legge contro il fumo nei luoghi pubblici, gestendo anche difficili vertenze in quegli anni di crisi economiche e di lotte sindacali. Nel ’78, come ministra della Sanità, ha davvero segnato una tappa cardinale, due leggi rivoluzionarie ispirate a due fondamentali principi: la dignità della persona umana anche nella malattia mentale e la salute come diritto e bene universale, indipendentemente dalle condizioni lavorative ed economiche.

Nel 1998 è stata nominata Cavaliere di Gran Croce, Ordine al merito della Repubblica italiana. Ed è qui che avviene il primato politico e professionale per cui è spesso ricordata Tina Anselmi:

nel 1976 è la prima donna a essere nominata ministro della Repubblica Italiana. Una vocazione, la sua, che si tradusse nella difesa a ogni costo della libertà democratica e nella tutela dei diritti di coloro che sono ai margini del pensiero dominante, le donne in particolare.

Tina si spense all’età di 89 anni nella sua città natale, Castelfranco Veneto, il 1° novembre 2016.

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