Efys Onlus: tra comunità educante, integrazione e partecipazione 

Questo mese per la rubrica dedicata ai diritti dell’infanzia conosciamo la realtà dell’associazione EFYS. Abbiamo chiesto a Valeria Ligas, pedagogista e responsabile e a Laura Ligas, coordinatrice e project manager dell’associazione, di raccontarci le loro attività.

 

Come nasce l’Associazione Efys e di cosa vi occupate? 

L’associazione Efys (Equipe Formativa Youthstart Sardegna) nasce nel 1997 grazie all’incontro di diversi addetti operanti nel sociale. Nel tempo l’associazione è cresciuta e cambiata, ed oggi ci occupiamo principalmente di attività che hanno come protagonisti i minori e le loro famiglie (in ambito aggregativo, ludico e ricreativo con attività  educative e di sostegno scolastico, del rapporto bambini e città) e attività formative.

Efys gestisce per il Comune di Cagliari il Centro di Quartiere “La Bottega dei Sogni”, un servizio che si trova nel centro storico della città nel quartiere Marina, uno spazio per bambini, ragazzi e adulti, frequentato dagli abitanti del quartiere, ma non solo.

 

Emergenza Covid: come sono cambiate la vostra attività? 

L’emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e che in parte stiamo ancora vivendo ha modificato le modalità di vivere l’aggregazione. Durante i mesi di lockdown le nostre attività sono state rimodulate totalmente per realizzarsi solo a distanza. Ripensare le attività aggregative e ricreative del centro di quartiere non è stato semplice, ma per noi era fondamentale non perdere il filo che ci unisce ai bambini e ragazzi, ma rafforzarlo in un momento così delicato. In accordo con il Comune abbiamo realizzato le attività, sia aggregative, che di supporto e sostegno scolastico in modalità remota, utilizzando qualsiasi canale fosse di semplice accesso per i bambini e ragazzi e per le loro famiglie. Dopo i mesi di lockdown, una volta tornati in presenza abbiamo comunque dovuto cambiare l’organizzazione delle attività, contingentare gli ingressi, abbiamo un protocollo di sicurezza da rispettare, che prevede triage, distanziamento e tutte le norme che ci siamo abituati a vedere in questi tempi.

Anche per quanto concerne gli altri progetti in fase di realizzazione nel marzo 2020 abbiamo dovuto ripensarli tenendo conto della nuova realtà che stavamo vivendo. Le attività si svolgono a distanza. Questa nuova modalità ci ha però permesso di portare avanti dei percorsi di formazione ampliando la nostra offerta e coinvolgendo dei formatori che in presenza non sarebbero potuti essere presenti in Sardegna.

 

Come sono i rapporti con i ragazzi e le famiglie del quartiere multietnico della Marina?

Il rapporto con le famiglie nel tempo si è consolidato, spesso ci vedono come un punto di riferimento, sia per quanto concerne le problematiche educative e la crescita dei minori sia per un loro supporto. Negli anni si è creato un filo che ha consolidato stima e fiducia, soprattutto in questi mesi molto difficili, dove per diverse famiglie la quotidianità è diventata spesso faticosa. Il rapporto che si è creato è in qualche modo il punto di partenza di molte riflessioni che Efys ha portato avanti sull’importanza delle alleanze educative, di creare e rafforzare la comunità educante.

 

Efys ha messo al centro delle sue attività il ruolo della Comunità Educante e grande importanza è data alla partecipazione dei ragazzi nelle attività. Raccontateci dei vostri progetti attuali e di quelli futuri.

Grazie al centro di quartiere, abbiamo avuto la possibilità di avviare una riflessione da una posizione privilegiata sulla crisi educativa che investe la comunità educante. Abbiamo ragionato sull’importanza di lavorare in rete e costruire alleanze. È nato così il progetto ACCRESCE, finanziato dall’8×1000 della chiesa Valdese e dalla fondazione Unicredit, realizzato con un’ampia partnership. Il progetto era finalizzato a mettere concretamente in Rete singoli attori della comunità educante e rafforzarne le competenze attraverso strategie innovative di formazione, coinvolgimento, aggregazione, di messa a sistema e capitalizzazione delle buone prassi.

 

Riproduzione Riservata

 

© Riproduzione Riservata - La voce della Società