IMPRONTA ECOLOGICA: QUANTI PIANETI TERRA SERVONO ALLA SPECIE UMANA?

“Passavamo sulla terra leggeri…. come acqua che scorre … A parte la follia di ucciderci l’un l’altro per motivi irrilevanti, eravamo felici”. Sergio Atzeni.

In realtà il nostro passaggio sulla Terra non è affatto leggero, e il nostro “peso” sulla Terra, che possiamo misurare con alcuni indicatori, tra cui l’impronta ecologica, è in costante crescita.

C’è impronta e impronta! Infatti l’impronta è mal distribuita. Se la popolazione mondiale vivesse come gli Stati Uniti servirebbero più di 5 pianeti. Basterebbe invece circa metà pianeta, ossia metà delle risorse, se si vivesse come Stati quali l’India. Secondo lo stile di vita italiano servirebbero 2 pianeti e mezzo. Ma il pianeta è solo uno. E pertanto occorre rivedere il proprio stile di vita rendendolo sostenibile.

Il concetto di impronta ecologica, che nasce agli inizi degli anni novanta, rappresenta un indicatore del proprio stile di vita e quantifica quanto territorio viene utilizzato per soddisfare le proprie esigenze e attività (in termini di terra e acqua).

Questo significa che ogni individuo, ha bisogno di un “pezzo di mondo” per sostenere i propri consumi, necessario a produrre cibo, ad estrarre materie prime, a produrre energia, legname, fibre tessili, etc. L’unità di misura dell’impronta ecologica è quindi una unità di superficie, cioè gli ettari globali (terreno agricolo, a pascolo, forestale, edificabile, superficie acquatica per le risorse ittiche, aree edificate, produzione energetica, etc.). Componente principale (55%) dell’impronta ecologica è l’ impronta di carbonio (altra componente è l’ impronta idrica).

All’impronta ecologica si accosta lo studio della biocapacità (cioè il calcolo di quanto una superficie di terreno sia in grado di produrre beni, servizi ecologici e biologici – cibo, minerali, acqua, materie prime) che cambia nel tempo essendo influenzata dalle condizioni naturali, ma anche dall’uso delle risorse.

Per il nostro stile di vita la nostra impronta cresce e la biocapacità diminuisce

Se utilizziamo più di quanto sia a disposizione degli abitanti della Terra, sfruttiamo in modo eccessivo il nostro pianeta (foreste abbattute, campi coltivati meno fertili, pesca eccessiva e distruttiva, etc.). Abbiamo messo seriamente in pericolo la salute del nostro pianeta e di tutti gli esseri viventi.

Il nostro immediato obiettivo deve essere quello di vivere in modo tale da non sfruttare in misura eccessiva le risorse limitate della Terra, adottando uno stile di vita sostenibile, ossia sottraendo alla natura solo quanto è in grado di riprodurre (per esempio producendo solo la quantità di anidride carbonica che i boschi e la vegetazione possono riassorbire).

Ma quando il nostro consumo delle risorse è eccessivo? Quando ancora è sostenibile?

Possiamo calcolare la nostra personale impronta ecologica utilizzando dei semplici calcolatori facilmente rinvenibili in tanti siti dedicati, che ci aiutano non solo a prendere consapevolezza della nostra impronta ma ci suggeriscono anche come poterla modificare. Possiamo infatti ridurla, cambiando le nostre piccole e grandi abitudini, facendo così un regalo alla Terra ma anche a noi stessi, perché uno stile di vita improntato al consumo sostenibile costituisce anche uno stile di vita più salutare. Per esempio, in termini di mobilità, usare la macchina o l’ascensore solo quando è indispensabile significa riappropriarsi di un corretto movimento quotidiano. In questo modo ci prendiamo cura del pianeta Terra, che è la nostra casa, ma anche di noi stessi.

L’impronta ecologica, che rappresenta l’identità del consumatore, può costituire quindi, conoscendola, uno strumento di consapevolezza per uno sviluppo sostenibile.

L’impronta è sempre qualcosa di personale che lascia il segno e ci identifica. Quando camminiamo, quando tocchiamo, quando parliamo lasciamo un segno. Le parole che usiamo lasciano una traccia nella vita delle persone che incontriamo e sappiamo che è necessario fare attenzione a quelle che usiamo, per evitare di ferire gli altri. Allo stesso modo lasciamo una impronta sul pianeta quando viviamo e la lasciamo in maniera differente a seconda del modo in cui viviamo ed è importante quindi fare attenzione al modo in cui abitiamo la Terra, per evitare di ferire gli altri e il pianeta.

Ognuno di noi deve fare un primo passo. Un passo leggero e sostenibile che riduca la nostra impronta, diventata nel frattempo un pesante e insostenibile scarpone planetario.

 

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