LA VENUTA CHE RIEMPIE LE TANTE ATTESE

Per accoglierlo bisogna imparare ad accogliere

In questo particolare momento storico, più che in altri, sentiamo il cuore pervaso da innumerevoli desideri, e quindi da molte attese. 

Più forte di tutti, il desiderio della fine della pandemia, ancora oggi non pienamente superata, ma anche l’attesa di un mondo più umano e più giusto, il desiderio di essere ascoltati e di sentirci apprezzati e realizzati, l’attesa di qualcuno che dia credito alle nostre parole e risposte alle nostre tante domande. 

Queste sono solo alcune delle grandi aspettative insite in noi e che trovano voce in questo periodo dell’anno nel quale chiunque ha un desiderio particolare da esprimere e la premura che venga esaudito.

L’accoglienza della Vita passa dal dono della nostra

Papa Francesco nell’Angelus della prima Domenica d’Avvento, il 28 Novembre scorso, ci ha invitati ad essere vigilanti mediante la preghiera, per evitare che la Venuta, per la quale ci stiamo preparando in queste settimane, ci colga raffreddati, ci lasci indifferenti, quasi assopiti. 

Un dono così grande, consegnatoci dal Santo Padre: la sua stessa carne deve trovare un luogo ospitale dove poter abitare, deve trovare qualcuno che lo accolga. 

Per questo, abbiamo la necessità di esercitarci alla pazienza, farci prossimi ai fratelli con tenerezza, abitare anche le sofferenze dell’altro con compassione e misericordia. Come possiamo pensare di vivere il Natale, la festa dell’accoglienza del Bambino nato, se prima non impariamo a ospitare nelle nostre vite chi abbiamo accanto ogni giorno? Come possiamo accogliere la Vita se prima non abbiamo imparato a donare la nostra?

La solitudine e l’individualismo condannano l’umano stesso a una vita infelice e priva di senso. Condividere le attese che ci accomunano, aprirci gli uni agli altri, in ascolto reciproco e in dono disinteressato, aiutano a non vedere questo tempo come uno spreco, come un vano tentativo di riempire dei vuoti, ma contribuiscono a renderlo fecondo perché possano in noi fiorire la speranza e la certezza che non c’è attesa che non veda realizzazione e non c’è venuta che non trovi accoglienza.

Giuseppe Piras

© Riproduzione Riservata - La voce della Società