MANDARINI, CLEMENTINE O MANDARANCI?

Quando comincia la stagione fredda i banchi del mercato si riempiono di agrumi dalle tonalità dal giallo all’arancio. Le prime a comparire di solito sono le clementine, spesso chiamate erroneamente mandarini e mandaranci allo stesso tempo.

 

Proviamo a distinguerli

Il mandarinoCitrus reticulata –  è un albero da frutto piuttosto antico, appartenente alla famiglia delle Rutaceae.

Originario dell’Asia, è considerato uno dei tre agrumi originali del genere Citrus assieme al cedro e al pomelo. Si pensa che da varie ibridazioni siano poi nati gli agrumi che oggi conosciamo. Di sicuro, i mandaranci e le clementine discendono dal mandarino.

Il periodo di raccolta è, più o meno, da fine novembre fino a febbraio, talora marzo per alcune varietà più tardive.

La particolarità del mandarino è quella di essere molto dolce e di possedere sempre i semi al contrario di altre varietà di agrumi.

Il mandarancio, come dice il suo stesso nome, deriva da un incrocio tra il mandarino e l’arancio. Del mandarino conserva la buccia e la facilità con cui viene tolta, nonché la divisione in spicchi, molto semplice. Dall’arancio prende, invece, il gusto deciso, per un perfetto equilibrio agrodolce. 

La presenza dei semi dipende dalla varietà selezionata.

Esistono, infatti, diverse varietà di mandaranci e tra le più diffuse troviamo la clementina in Italia e il tangerino all’estero.

La clementina è dunque a tutti gli effetti un ibrido tra mandarino e arancio e perciò una diffusissima varietà di mandarancio, non possiede quasi mai semi ed è il primo tra i piccoli agrumi a comparire sulle nostre tavole, a cominciare dalla fine ottobre per le varietà più precoci.

 

Perché mangiarli 

La caratteristica principale che accomuna questi agrumi è sicuramente il contenuto di vitamina C, dal potere antiossidante, che noi esseri umani dobbiamo necessariamente assumere con l’alimentazione. Ricordiamo di mangiare gli agrumi freschi per poterne assumere un buon quantitativo.

Un’altra importante proprietà è la ricchezza in fibre fondamentali per il buon funzionamento del nostro intestino e sali minerali come potassio, calcio e fosforo.

 

Quando fare attenzione al consumo di mandarini

Il mandarino è tra tutti quello che contiene più zuccheri semplici ed è perciò spesso sconsigliato ai diabetici e alle persone con la “glicemia ballerina” ma, come per qualsiasi altra cosa, basta non esagerare con il consumo.

Gli agrumi sono dei frutti acidi, perciò anche le persone che soffrono di gastrite e reflusso gastroesofageo devono fare molta attenzione nel mangiarli perché potrebbero aumentare l’acidità gastrica.

 

Curiosità

Avete mai provato a bollire la scorza essiccata di mandarino insieme all’acqua per il the o la tisana? Ottima per aggiungere sapore e profumo alla vostra bevanda.

Se invece volete profumare la casa, mettete a bollire in un tegamino la scorza di mandarino o arancia e un pezzetto di cannella, è utile anche per togliere gli odori della cucina.

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