L’importanza delle pause

Cari lettori, questo mese parliamo dell’importanza delle pause e di come possano aiutarci a rigenerarci e darci nuovamente la spinta di fare e di raggiungere i nostri obiettivi. Nella nostra società tutto è veloce, urgente, importante, stressante. Ci viene continuamente richiesta attenzione, concentrazione e presenza. Veniamo per così dire rapiti da noi stessi, dai nostri ritmi, dalla nostra vita. La parola “multitasking – fare più cose contemporaneamente” è sulla bocca di tutti. Dobbiamo saper fare tante cose contemporaneamente, velocemente, quasi senza avere neanche il tempo di pensare. Ci dimentichiamo, però, che il nostro cervello non lavora bene quando gli chiediamo di eseguire più compiti insieme e con una certa velocità. Si rischia di sbagliare, di non essere precisi, di non dare qualità, ma soprattutto si ignorano i ritmi naturali del corpo umano. Ci sono due ritmi fondamentali che devono essere rispettati: quello circadiano (una volta al giorno) e quello ultradiano (più volte al giorno). Una volta al giorno abbiamo bisogno di dormire, di riposarci, di rigenerarci. È indispensabile non alterare il ritmo sonno-veglia perché questo porterebbe gravi scompensi per la nostra salute.

È importante cercare di rispettare il più possibile le fasi di veglia e soprattutto di sonno in modo che la nostra macchina biologica possa rigenerarsi. Mentre dormiamo, infatti, avvengono una serie di processi in grado di ricaricarci di energia dandoci poi la forza di affrontare una nuova giornata. Ognuno di noi dovrebbe ricordarsi sempre che rispettare noi stessi è alla base di una vita sana e ci dà la possibilità di raggiungere meglio e più velocemente i nostri obiettivi. Un altro ritmo indispensabile per la nostra salute fisica e mentale è quello chiamato ultradiano, che si verifica cioè più volte al giorno.

Questo ritmo funziona così: per circa 90/120 minuti ci troviamo nella fase della nostra massima attenzione e presenza, capaci di essere presenti a ciò che stiamo facendo, concentrati. Il nostro corpo e soprattutto la nostra mente, sono al massimo delle loro prestazioni. Poi lentamente questa concentrazione scende e dopo circa un’ora e mezza iniziamo a sentirci stanchi, deconcentrati, nervosi. Ci accorgiamo di questo perché la nostra attenzione inizia a scendere, ci mancano le idee, il nostro corpo inizia a sentire la necessità di muoversi, di stirarsi, di andare in bagno, di bere o mangiare qualcosa. Nel nostro cervello iniziano a scarseggiare le energie mentali. La fase successiva dura circa 15/20 minuti ed è la fase di recupero. In questa fase il nostro corpo recupera forza e la nostra mente energia. È importate assecondare corpo e mente lasciando loro il tempo di rigenerarsi, di ricaricarsi. Quando siamo in questa fase, ci viene da fissare lo sguardo nel vuoto, sbadigliare, stiracchiarci. Queste fasi di attenzione e recupero avvengono 12 volte al giorno tutti i giorni della nostra vita. In tanti posti di lavoro, queste pause sono totalmente ignorate, i datori di lavoro pensano che i loro dipendenti debbano lavorare continuamente per otto ore di fila dando sempre il 100%.

Questo è però completamente errato, se ogni ora e mezza di lavoro non recuperiamo almeno 15 minuti, la nostra efficienza, la nostra prestazione non potrà essere la stessa. Se si salta questa pausa si rischia di andare incontro a stress, con ripercussioni immediate sul fisico e sulla mente. Vi inviato quindi a ricordare questa fase, a rispettare i vostri ritmi, a dare il tempo al corpo e alla mente di recuperare, di rigenerarsi per poi essere pronti a ripartire. Il rispetto di noi stessi è alla base della nostra salute, noi siamo la persona più importante della nostra vita, non dimentichiamolo mai.

 

 

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