Daniele Melis, CEO di HiveGuard, ingegnere con la passione per le api

Cos’è HiveGuard, di cosa tratta?

HiveGuard è una giovane startup in ottica Green-Tech Economy, nata dal percorso di sviluppo imprenditoriale dell’Università di Cagliari denominato Contamination Lab. HiveGuard ha ideato un dispositivo per il monitoraggio mirato e automatizzato degli alveari tramite una telecamera e un algoritmo di Machine Learning che consentono di individuare i caratteri di produttività e le patologie della famiglia evitando lo stress dovuto alla continua apertura delle arnie e consentendo agli apicoltori di avere una riduzione delle spese del 50% e un incremento di produttività del 30%.

 

Cos’è stato fatto finora e quali gli obiettivi raggiunti?

Grazie al Bando di Sardegna Ricerche Insight, alla nostra determinazione, competenza e passione abbiamo già raggiunto importanti obiettivi:

Step 1. Inizializzazione della HiveGuard community in collaborazione con l’agenzia Laore di Sardegna Agricoltura;

Step 2. Creazione di un apiario sperimentale per lo sviluppo e test del dispositivo; 

Step 3. Sviluppo e test del prototipo versione alfa; 

Step 4. Beta test algoritmo di Machine Learning;

Step 5. Dataset di immagini sui caratteri di produttività delle famiglie; 

Step 6. Test di validazione idea imprenditoriale grazie al Bando Insight di Sardegna Ricerche.

Nel nostro curriculum figurano importanti riconoscimenti grazie ai seguenti percorsi: il Contamination Lab dell’Università di Cagliari, la Start Cup delle Università di Sassari e Cagliari che ci ha permesso di essere tra le 10 finaliste del Premio Nazionale Innovazione, la Fristart dell’Università di Sassari in collaborazione con il TVT innovation di Tolone in Francia e la competition per startup italiane Digithon dove siamo stati premiati da Evolvere S.p.A.

 

Attraverso il vostro progetto si valorizza anche il territorio.

HiveGuard ha ideato un dispositivo al servizio degli apicoltori, i custodi delle api, che con l’attività di impollinazione sono responsabili della salvaguardia della biodiversità vegetale ma rappresentano anche una risorsa chiave nell’attività di biomonitoraggio di quasi tutte le matrici ambientali: aria, acqua, suolo e vegetazione. Le occasioni di utilizzo della nostra tecnologia sono connesse direttamente alla valorizzazione del nostro territorio tramite lo sviluppo di una risorsa di pregio, come l’apicoltura, connessa alla tradizione e al territorio e con la possibilità di fornire dati ed informazioni che possono essere utilizzati a vantaggio dell’intera collettività.

 

Anche il settore apistico è in grande sofferenza: quali suggerimenti per riprendersi da questa terribile pandemia?

Investire sulle api e sulla Green-Economy è un’opportunità per ripensare l’uso del territorio, migliorare la qualità della vita ma è anche un opportunità per qualificare gli investimenti pubblici al fine di migliorare e non deteriorare le condizioni ambientali. Per monitorare il livello della anidride carbonica, migliorare il microclima urbano, salvaguardare e valorizzare le superfici verdi favorendo in chiave BIO una produzione diversificata e sostenibile con un nuovo approccio anche alle problematiche occupazionali. Ma soprattutto con notevoli benefici anche per la salute, derivanti da una maggior sicurezza alimentare e un miglioramento psico-fisico delle persone.

 

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