Il regime forfettario in pillole

Il regime forfettario è l’unico regime fiscale agevolato attualmente in vigore.

La riforma fiscale non cancellerà questo regime di favore anche se subirà qualche modifica.

 

Chi può aderire al regime forfettario?

Dal 2020 possono adottare il regime forfettario tutti i titolari di partita IVA che nel 2019 non hanno superato il limite massimo di 65.000 euro di ricavi. Possono, inoltre, aderire al regime forfetario anche i contribuenti che iniziano una nuova un’attività di impresa, arte o professione e che presumono di conseguire ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro.

 

Cause di esclusione

Non possono avvalersi del regime forfettario colore che:

  • si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfettari di determinazione del reddito, come: agricoltura e attività connesse e pesca, vendita di sali e tabacchi, commercio di fiammiferi, editoria, rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta, intrattenimenti, giochi, agenzie di viaggi e turismo, agriturismo, vendite a domicilio, rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato, o da collezione agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione.
  • non sono residenti, a eccezione di coloro che risiedono in uno degli Stati membri dell’Unione europea, o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni, e producono in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto.
  • effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati e relative porzioni o di terreni edificabili ovvero cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi.
  • partecipano a società di persone, ad associazioni professionali, sono soci di che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.
  • nel biennio precedente erano assunti come dipendenti o collaboratori e che intendano svolgere l’attività d’impresa o professionale in maniera prevalente nei confronti del precedente datore di lavoro.
  • nell’anno precedente hanno conseguito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati (ad esempio pensioni) per un importo superiore a 30.000 euro. Tale limite non rileva quando il rapporto di lavoro è cessato nel 2020.

 

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%?

Coloro che aderiscono al regime forfettario sono assoggettati ad un’imposta sostitutiva del 15%.

L’imposta sostitutiva è del 5% per chi apre la partita iva, se l’attività svolta non è una mera prosecuzione di un’attività già svolta in precedenza come dipendente o lavoratore autonomo, fatta esclusione dei casi in cui si tratti di periodi di praticantato obbligatorio per l’accesso ad arti o professioni.

 

Come si calcolano le “tasse” nel regime forfettario?

Il pagamento dell’imposta sostitutiva del 5% o del 15% è legato al coefficiente redditività, che varia a seconda dell’attività che viene esercitata.

Ad ogni codice Ateco corrisponde un coefficiente di redditività, cioè una percentuale, da applicare ai ricavi o compensi conseguiti per calcolare il reddito lordo. Dal reddito lordo vengono sottratti i contributi previdenziali pagati per arrivare al reddito netto. Sul reddito netto verrà applicata l’imposta sostitutiva.

 

Oltre all’imposta sostitutiva, cosa si deve pagare?

Tutti i soggetti che hanno la partita IVA sono obbligati pagare i contributi previdenziali all’INPS (nel caso di artigiani, commercianti e di professionisti autonomi che non hanno una cassa di previdenza di categoria) o alle casse previdenziali degli ordini professionali (come quelle dei dottori commercialisti, dei consulenti del lavoro, degli ingegneri, dei medici e degli avvocati).

L’importo e le modalità di versamento dei contributi previdenziali da versare ogni anno varia in base alla tipologia di attività svolta:

  • Gli artigiani e i commercianti versano i contributi fissi sul minimale ogni tre mesi, a prescindere dal volume d’affari e i contributi variabili calcolati sul reddito che eccede il reddito minimale. Gli artigiani e i commercianti che aderiscono al Regime Forfettario possono richiedere la riduzione del 35% dei contributi;
  • I lavoratori autonomi privi di una cassa di previdenza sono obbligati a iscriversi alla Gestione Separata INPS e a versare i contributi previdenziali pari al 25,72% del reddito risultante dalla dichiarazione dei redditi;
  • I contributi dei professionisti iscritti ad Ordini professionali prevedono differenti tipi di versamento: i contributi minimi da versare a prescindere dal reddito annuale generato (può variare in base all’età del contribuente o dagli anni dall’abilitazione) e i contributi in percentuale. 

 

Semplificazioni

Chi aderisce al regime forfettario ha una serie di agevolazioni, tra le quali:

  • Esclusione dall’applicazione dell’iva sulle fatture emesse e sui corrispettivi ed indetraibilità dell’iva pagata sugli acquisti;
  • Non assoggettamento dei compensi alla ritenuta d’acconto;
  • esclusione dall’applicazione degli ISA (ex studi di settore);
  • Esonero dall’emissione della fattura elettronica.

 

Cosa succede se si eccede la soglia dei 65.000 euro?

Nel caso in cui si superi la soglia dei 65.000 euro, il Forfettario cessa a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito del limite di ricavi. E’ attualmente allo studio del Governo un’uscita morbida dal regime che prevedere due anni supplementari di forfait con aliquota al 20%, a patto di incrementare il volume d’affari di almeno il 10% all’anno.

 

 

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