Volti di donne: Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi nata a Roma l’8 luglio 1593, cominciò a dipingere da giovanissima, dimostrando molto più talento dei fratelli, nonostante a quel tempo la pittura non fosse esattamente un “mestiere da donne”. L’accesso alla sfera del lavoro e la possibilità di crearsi un proprio ruolo sociale erano proibiti alle donne.

Il padre si prodigò molto per diffondere l’arte di Artemisia, raccontando e scrivendo ai personaggi più influenti del talento di sua figlia, la quale  creò il suo primo dipinto  a soli diciassette anni.

La sua vita ed il suo successo furono offuscati da un terribile scandalo che segnò profondamente la sua vita e la sua arte. Nel 1611 infatti, Artemisia venne stuprata da Agostino Tassi, collega ed amico di suo padre. 

Sul conto di Artemisia intanto circolavano molte maldicenze ,ne seguì un processo pubblico in cui la stessa vittima fu torturata per farle ribadire la verità della propria denuncia.

Dopo il processo, Artemisia fu costretta a sposarsi con Pierantonio Stiattesi per mettere a tacere le cattiverie sul suo conto,  la donna infatti  lasciò nel 1612 Roma per Firenze, dove approfittò di un clima culturale molto fertile, frequentando Michelangelo Buonarroti e Galileo Galilei che nutrirono per lei grande stima, arrivando poi a ottenere  importanti commissioni dalle famiglie fiorentine e diventando la prima donna a essere ammessa all’accademia delle arti del disegno. La sua intraprendenza e la sua ambizione la spinsero a lasciare il marito nel 1621 e a tornare a Roma. Successivamente si trasferì a Napoli dove morì nel 1653.

Quello che è sicuro è che Artemisia Gentileschi oltre ad essere un’artista di inestimabile valore è stata probabilmente una delle prime donne ad essersi battuta in difesa dei diritti femminili, ed è per questo che ancora oggi, a più di 400 anni di distanza, le sue opere sono decisamente meritevoli d’attenzione, non soltanto da un punto di vista artistico, ma anche culturale e sociale. I suoi dipinti sono un esempio della sua ribellione e da essi traspare non solo la passione e il sentimento tipicamente femminile, ma pure la rivalsa e la vendetta che lei, donna del ‘600, ebbe contro le angherie e le violenze che subì in prima persona.

 

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