La Chiesa sarda ad Assisi

Offerto l’olio che arderà nella tomba di San Francesco

Il 3 e il 4 Ottobre scorsi la Chiesa sarda si è riunita in pellegrinaggio verso la Basilica di San Francesco ad Assisi, per donare l’olio che terrà accesa la lampada che arde sulla tomba del serafico. Le otto Diocesi della Sardegna, guidate dai loro vescovi, hanno preso parte ad una tradizione che si ripete ormai da 82 anni e che la nostra isola ha rinnovato per la quinta volta (dopo l’ultima avvenuta nel 2001). Il gesto di offrire l’olio, prodotto della fatica del lavoro umano e della generosità dei doni di Dio, rappresenta l’impegno a mantenere viva la fiamma della lampada, cioè della preghiera. Una supplica costante e incessante che chiede l’intercessione di San Francesco presso Gesù, affinché il Signore della vita continui a guardare tutti con la sua infinita bontà e misericordia.

La presenza francescana in Sardegna, nonostante la distanza geografica con la terra umbra, è molto forte: sant’Ignazio di Laconi, il beato Nicola di Gesturi, il martire e beato sassarese Francesco Zirano sono state guide preziose che hanno suscitato, nel corso dei secoli, la devozione dei sardi al poverello d’Assisi, in modo particolare attraverso la vicinanza alla gente umile, mite e laboriosa che caratterizza da sempre gli abitanti dell’isola.

I pellegrini in viaggio sono stati in totale 929, tra i quali 8 vescovi, 54 sacerdoti e l’équipe del Pontificio Seminario Regionale, insieme ai suoi seminaristi. Diversi sono stati i momenti di forte valenza spirituale e simbolica, come l’accensione della lampada votiva da parte del Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu e i momenti di preghiera con le parole del Presidente della Conferenza Episcopale Sarda, Mons. Antonello Mura, che ha invitato ad “accogliere veramente l’umanità di Cristo e quella dei nostri fratelli e sorelle, qualunque sia la loro condizione che, anzi, più è problematica e più merita attenzione e considerazione”. Significativi sono stati anche i momenti di rappresentazione dell’identità sarda, con la presenza di numerosi sindaci e autorità provenienti dai comuni isolani e con la sfilata degli abiti tradizionali. Un pellegrinaggio vissuto e sentito da tutte le Diocesi, che si sono organizzate sin da subito per visitare i luoghi francescani e attingere forza interiore da poter poi condividere con i propri fratelli una volta rientrati a casa.

 

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